CarpodGo T3 Pro recensione completa: l’infotainment che serve davvero

Quando ho iniziato a provare il CarpodGo T3 Pro, non volevo solo capire “come va”, ma anche cosa c’è dietro quella fluidità, quella luminosità, quella sensazione di prodotto premium.

Perché spesso, nei display universali, la differenza non la fa la diagonale dello schermo, ma tutto ciò che non si vede: il tipo di pannello, la laminazione, il chipset, la gestione termica, il software.
E il T3 Pro, sotto questo punto di vista, è un piccolo caso interessante.

QUALITÀ CHE SOPRENDE

La prima cosa che ho notato è stata la qualità del display. Non è solo un 9 pollici “luminoso”: è un pannello completamente laminato, cosa che elimina lo strato d’aria tra vetro e LCD e riduce drasticamente i riflessi. È lo stesso principio che Apple usa sugli iPad di fascia alta. Il risultato è un’immagine più contrastata, colori più pieni e soprattutto una leggibilità superiore sotto il sole.
La luminosità reale è alta e questo lo rende utilizzabile anche in auto cabrio o vetture con parabrezza molto grandi o inclinati.

Poi c’è la fluidità. Molti display universali dichiarano “60 fps”, ma poi li accendi e ti accorgi che sono 30 fps mascherati. Qui no: il T3 Pro gira davvero a 60 fotogrammi al secondo, e lo senti subito quando scorri la mappa o apri un’app. Il merito è del chipset dedicato, più potente rispetto ai modelli entry-level, e del sistema operativo basato su Linux, che non ha overhead inutili.
È un approccio diverso dai dispositivi basati su Android: niente app, niente store, niente processi in background. Solo ciò che serve per far girare CarPlay e Android Auto nel modo più pulito possibile.

La parte hardware che mi ha sorpreso di più, però, è la ventosa. Non è un dettaglio estetico: è un ventosa con una tenuta dichiarata fino a 8 kg. In pratica, significa che il display non vibra, non trema, non si muove nemmeno quando prendi una buca che ti fa riconsiderare la manutenzione delle sospensioni.
E questa stabilità ha un impatto diretto sull’esperienza d’uso: quando il display è fermo, tutto sembra più fluido, più premium, più “di serie”.

Sul fronte connettività, il T3 Pro supporta CarPlay e Android Auto sia wireless che cablati. Con iPhone, la connessione wireless è quasi istantanea: il modulo Wi‑Fi integrato è stabile e non perde colpi, anche nei tragitti lunghi. Con Android Auto, la prima configurazione richiede qualche passaggio in più — tipico del protocollo AA Wireless — ma una volta fatto, la stabilità è comparabile. Dopo il primo utilizzo avremo tutte le applicazioni del nostro smartphone a portata di mano potendo utilizzare il sistema nativo dell’auto per riprodurre i nostri brani preferiti con Spotify e Apple Music oppure navigare verso la nostra destinazione grazie alle app Apple, GMaps o Waze.

LA CONNESSIONE

Oltre al Mirroring Apple CarPlay/ Android Auto l’audio può essere trasmesso in tre modi:

Bluetooth
AUX
Radio FM

La gestione del segnale FM è comunque buona: il T3 Pro ha un modulatore abbastanza potente da evitare interferenze nella maggior parte delle città, ma resta una soluzione che consiglio di usare solo in assenza di alternative.

Interessante la presenza di una retrocamera collegabile allo schermo, che tramite il cablaggio dedicato, può essere direttamente interconnessa con il sistema elettrico dell’auto. Questo ci permette, tramite una semplice operazione di retrofit, di dotare un’auto non recente di un ottimo strumento di assistenza al parcheggio in città che si attiva in automatico semplicemente inserendo la retromarcia.

PRO E CONTRO

La parte più importante è senza dubbio la guida. Quando sei in movimento, tutto quello che ti interessa è che il dispositivo risponda subito, che la mappa non scatti, che Siri o Google Assistant capiscano al primo colpo.
E il Carpodgo T3 Pro fa esattamente questo: non ti fa pensare alla tecnologia, ti fa tenere gli occhi puntati sulla strada.

Un dettaglio tecnico che ho apprezzato molto è il sensore di luminosità ambientale. Non è un semplice “dimmer”: è un sensore che legge la luce in tempo reale e regola la retroilluminazione in modo progressivo, senza salti bruschi. Di notte, lo schermo si abbassa in modo naturale, evitando quell’effetto “faro puntato in faccia” che molti display aftermarket hanno.

Sul fronte termico, il T3 Pro si comporta bene. Dopo un’ora di utilizzo sotto il sole, la scocca si scalda ma non va mai in surriscaldamento. Merito della dissipazione passiva ben progettata e del fatto che il sistema Linux non satura mai la CPU con processi inutili.

In conclusione il Carpodgo T3 Pro non è un prodotto economico, e non vuole esserlo. È pensato per chi vuole un’esperienza vicina a quella di un prodotto OEM senza smontare mezza plancia potendolo smontare e spostare senza alcuno sforzo. Insomma si tratta di un dispositivo che non solo funziona, ma funziona bene, con una cura tecnica che si percepisce ogni volta che lo accendi, è vero il prezzo è leggermente superiore a quello di diversi competitor ma credo che per quello che offre ne valga la pena.

Redazione
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