Storia della Volkswagen Phaeton D2: il sogno mai nato

Nel 2016, quando la Volkswagen Phaeton uscì dal mercato, una nuova generazione della lussuosa berlina era pronta per essere lanciata. Ma la sua commercializzazione fu annullata. Scoprite l’unico esemplare esistente mentre lo stabilimento VW di Dresda creato per la Phaeton ha appena chiuso definitivamente.
Volkswagen ha appena interrotto la produzione automobilistica nel suo stabilimento di Dresda, in Germania, a causa di gravi difficoltà economiche. L’ultima auto assemblata in loco, uscita dalla catena di montaggio lo scorso 16 dicembre, era una ID.3 GTX rossa. Questa “fabbrica di vetro” sarà riconvertita in un centro di ricerca e sviluppo dedicato all’elettronica e all’intelligenza artificiale, in collaborazione con l’Università Tecnica di Dresda e il Land della Sassonia. Lo stabilimento di Dresda è stato inaugurato nel 2001 per produrre la Volkswagen Phaeton (progetto D1), una lussuosa berlina gemella dell’Audi A8 con la quale il defunto Ferdinand Piëch, allora amministratore delegato del gruppo tedesco, voleva portare il marchio dell'”auto del popolo” verso nuove vette.
Ritirata dal mercato nel 2016 dopo diversi restyling e proroghe volti a rilanciare una carriera che non decollava (e ad ammortizzare le vendite in perdita), la Phaeton rimane uno dei rari fallimenti degni di nota dell’erede Porsche. A quel tempo, una seconda generazione di Phaeton (D2) era pronta a prendere il testimone. Non fu mai commercializzata, ma ne fu comunque prodotto un esemplare. Recentemente è stato svelato al pubblico.

AMMIRAGLIA NON CAPITA

Il prototipo, simile alla serie, utilizza la piattaforma MLB delle Audi con motore longitudinale della seconda metà degli anni 2000. Non è stato rivelato altro sulle sue caratteristiche tecniche. Verniciata di nero, l’auto presenta numerosi elementi cromati: grande calandra trapezoidale, modanature sui paraurti e sui sottoporta laterali, cornici dei finestrini laterali, maniglie delle portiere, inserto che collega i fanali posteriori… Le sue linee rimangono relativamente sobrie, un po’ più tese rispetto a quelle della prima Phaeton.
Fedele allo spirito della prima generazione, l’abitacolo della D2 si presenta particolarmente lussuoso e high-tech. La selleria in pelle trapuntata bianco crema è contrastata dal legno scuro lucido che riveste il cruscotto e alcune parti delle portiere. Da notare il doppio schermo Innovision Cockpit con display centrale orientato verso il conducente, che sarebbe poi diventato di serie sull’attuale Touareg lanciata nel 2018.

LA SCELTA STRATEGICA

È proprio il grande SUV Touareg che è stato privilegiato come modello di punta di Volkswagen, insieme alla berlina fastback Arteon più compatta e con piattaforma MQB (motore trasversale), mentre alcuni investimenti sono stati riorientati verso lo sviluppo di veicoli elettrici. Lo stabilimento di Dresda è stato convertito allo “zero emissioni” già nel 2017 per produrre la e-Golf, poi la ID.3 a partire dal 2020. Come i suoi concorrenti, Volkswagen deve oggi fare i conti con una domanda inferiore alle aspettative sul mercato dei veicoli elettrici, che è una delle cause delle sue difficoltà finanziarie.

Redazione
Redazionehttp://AUTOPROVE.it
Autoprove.it nasce nel 2014. Quando carta stampata, radio e tv iniziavano a confrontarsi con il mondo dei social si aprivano spazi per una comunicazione nuova, disintermediata. Partiva così l’idea di creare un progetto diverso attento ai lettori e alle loro curiosità.
RELATED ARTICLES

LEGGI ANCHE