Arriva un sistema che promette di risolvere le truffe legate alle auto usate. La società Evolvea ha sviluppo Diogene, un sistema per anti-raggiro che permette di vedere qual è il reale chilometraggio di un’auto. Spesso avviene che l’acquirente di una vettura usata si trovi a fronteggiare la manomissione del contachilometri che viene ‘scalato’, diminuendone il chilometraggio, e rendendo la macchina più appetibile agli occhi dell’acquirente. Grazie al sistema Diogene questo escamotage può essere portato alla luce. Diogene è un sistema prodotto dalla società svizzera FGMTECH e distribuito da Evolvea, azienda del Gruppo Filippetti che si occupa dello sviluppo di soluzioni innovative nel campo della mobilità.
La contraffazione del chilometraggio in Europa ha un valore equivalente di 9 miliardi di euro l’anno, di cui 2 in Italia, e riguarda il 50% dei veicoli che viaggiano sulle strade europee.
Il sistema Diogene è composto da una componente hardware e una software. Si utilizza una chiave OBD che si collega alla presa diagnostica dell’auto e attraverso un collegamento Bluetooth dialoga con il palmare diagnostico in dotazione. Una porta OBD è un accesso che si trova su tutte le auto moderne che consente di scambiare informazioni su motore, centralina verso degli apparati che possano ricevere tali dati. Utilizzando l’algoritmo proprietario, Diogene ‘chiede’ informazioni alle centraline presenti sull’auto e legge i dati relativi al numero dei chilometri realmente percorsi dall’auto senza che possano essere alterati. In 15 minuti si ha il report da ogni centralina e se i dati non combaciano significa che è avvenuta una manomissione.
Allo stato attuale, Diogene è compatibile con tutti i sistemi di certificazione chilometrica dei seguenti marchi: BMW, Fiat, Jeep, Mercedes-Benz, Renault, Skoda, Seat, Toyota, Alfa Romeo, Abarth, Lancia, Mini, Opel, Volkswagen. Supportando tali marchi il sistema riesce a coprire l’80% del mercato del nuovo e entro la fine del 2019 Diogene coprirà il 100%.
Il kit è venduto a professionisti del settore che ricevono oltre ad hardware e software aggiornamenti annuali e verifiche della calibrazione. Se si è invece interessati a singole ispezioni, è possibile acquistare la modalità Device as a Service che viene effettuata dal Service Network dedicato al prezzo di 99 euro iva esclusa. Nel prezzo non è compresa la perizia giurata.
Truffa dei chilometri scalati sulle Auto usate, ecco come evitarla
Toyota punta su auto elettriche e idrogeno, svolta entro il 2025
Toyota punta da anni suoi veicoli ibridi e a celle di combustibile a idrogeno, ma nel prossimo futuro scommetterà molto sulle auto elettriche a batteria. Il produttore giapponese avrebbe diversi BEV in cantiere.
Toyota ha dichiarato che entrp il 2025 metà delle sue vendite globali saranno rappresentate da veicoli ettrificati. I piani includono la vendita di 4,5 milioni di auto ibride, del resto Reuters afferma che l’80% delle vendite globali di veicoli ibridi sono Toyota. Ci saranno anche 1 milione di veicoli EV con batteria e ad idrogeno. A partire dal 2020, il costruttore automobilistico introdurrà almeno 10 nuovi BEV, sei dei quali saranno basati sulla versione elettrificata della sua piattaforma TNGA, soprannominata e-TNGA. Ci saranno diversi SUV e crossover elettrici e una monovolume.
Toyota si è accordata con i cinesi di CATL e BYD per le forniture di batterie.
Del resto all’inizio di questa settimana, Toyota ha annunciato che sta progettando insieme a Subaru un crossover elettrico a batteria a trazione integrale.
PROVA Seat Tarraco 2.0 TDI 190CV il SUV 7 posti
Il nuovo Seat Tarraco è il SUV più grande della famiglia degli Urban Seat Vehicles della casa spagnola. Il Tarraco completa la gamma SUV composta dalla Ateca, e dalla cittadina Seat Arona.
Il Tarraco è potente, spazioso e confortevole. Pur essendo lungo 4,7 metri, alto 1,6 m e largo 1,7 m è facile da guidare anche in città. Il brand spagnolo è riuscito in una vera e propria impresa: coniugare la solidità della Volkswagen Tiguan con la sportività e l’eleganza proprie di tutte le Seat. il tutto senza essere banale. La sportività garantita dalle motorizzazioni che vanno dal 1.5 TS1 benzina da 150 CV fino al 2.0 TDI 4Drive DSG diesel da 190 CV. L’eleganza è frutto dalle finiture interne ed esterne viste le dotazioni di serie e gli optional proposti.

Seat Tarraco a prima vista sembra più piccolo di quanto i numeri non dicano. Bella la griglia anteriore che troveremo anche sulla nuova Leon, dai cui lati partono due scanalature che raggiungono il cofano che vanno a rafforzare otticamente i fari full led tagliati sull’anteriore.
La versione in prova è il 2.0 TDI da 190 Cv in allestimento Xcellence da 7 posti. La scelta di questa versione non è stata casuale visto che ero curioso di scoprire la filosofia alla base del SUV più grande del brand chiamato anche a sostituire la familare Alhambra.
Considerata la mole del Seat Tarraco si rimane piacevolmente sorpresi dalla verve del motore, con i suoi 190 Cv che quasi fanno dimenticare di essere alla guida di un SUV da 4,7 metri. Ho apprezzato la maneggevolezza con cui si lascia guidare anche per le strade tortuose e strette del piccolo comune di Montecchio Maggio (VI) in cui abbiamo svolto la prova su strada, grazie all’ottimo angolo di sterzata garantito dal volante ben moltiplicato. Il cambio automatico 6 rapporti Dsg si conferma una certezza essendo sempre preciso e diretto negli inserimenti. Quanto ai consumi nel circuito misto si riesce a stare entro i 6,2l/100km, risultato positivo considerando le dimensioni dell’auto. Peccato per la visibilità posteriore complicata dagli ampi montanti che rendono necessaria la retrocamera e i sensori di parcheggio.
Al di là degli aspetti tecnici il Seat Tarraco è un SUV solido, con finiture che caratterizzano auto di segmenti e prezzi di listino maggiori. La plancia, ad esempio, è caratterizzata da un ottimo touch & feel in gomma.

Seat Tarraco è proposto in 3 diversi allestimenti Style, Business e Xcellence. Nella versione provata troviamo anche il Virtual Cockpit da 12″, cioè il tachimetro digitale, abbinato al sistema infotaiment da 8″. Grazie al Seat Full link è possibile collegare il proprio smartphone all’auto gestendo tutto anche tramite Apple car play e Android auto. Inoltre sono presenti il sistema di chiamata d’emergenza E-call, il Front Assist che rileva la vicinanza di pedoni o ciclisti e il Lane Assist. Sull’allestimento base troviamo comunque il clima tri-zona e i cerchi in lega da 17”. La versione top di gamma Xcellence aggiunge tra gli altri i cerchi da 19”, il portellone posteriore automatico, il Park Assistant che facilita i parcheggi anche quelli in città e il set di sedili sportivi con inserti in pelle Alcantara marrone.
Facile da usare il sistema di infotaiment con schermo da 8”. E’ possibile accedere a tutte le funzioni fra cui la radio DAB (optional!), il navigatore, e il Full Link. Si paga a parte il sistema audio Beats da 400W, dal quale, sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di più considerato l’output dichiarato.

A bordo il clima è tri-zona con al di sotto un vano porta oggetti dotato di ricarica wireless per lo smartphone. Tarraco è dotato del sistema Kessy go che consente di accendere l’auto tramite un pulsante.
Nella versione 7 posti, i due sedili sono di facile fruizione mediante delle fettucce che permettono di sollevarli dall’interno del bagagliaio. In questo caso lo spazio per le gambe risulta molto ridotto ma permette comunque di beneficiare di un sufficiente comfort. In configurazione 7 posti il vano di carico è ridotto a 700 litri. Con cinque posti, Seat Tarraco offre una capacità di 760 litri che diventano 1175 litri abbattendo seconda e terza fila fino a ben 1920 litri con tutti i sedili abbattuti.

Seat Tarraco è offerto con motori sia diesel che benzina. Il listino parte con la versione 1.5 TSI benzina da 150 CV offerta a 29.975 euro chiavi in mano fino ad arrivare a 42.975 per la versione 2.0 TDI Diesel 4Drive DSG da 190 CV. Il 2.0 TDI DSG è anche disponibile con 150CV e la trazione integrale 4Drive. Nel 2020 arriverà anche il nuovo Seat Tarraco con motore ibrido plugin da 200CV.
Alfa Romeo alla Gumball 3000 con uno Stelvio QV Esagerato
Alfa Romeo e Aston Martin porteranno vetture ufficiali alla Gumball 3000 di quest’anno.
La carrozzeria Volcano Black della Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio è ornata da un motivo a quadrifoglio grigio che copre l’intera superficie. Spiccano decorazioni fluorescenti verdi tra cui un grande serpente sui pannelli laterali, lettere Alfa Romeo sul lunotto e parafanghi anteriori, e il logo del marchio sul tetto.
I cerchi da 20 pollici sono verniciati con la stessa tonalità verde fluo. Un altro tocco unico è dato dai fanali posteriori bruniti. Non ci sono modifiche alla powertrain che consiste in un V6 twin-turbo da 2,9 litri che produce 510 CV.
La Stelvio Quadrifoglio non sarà l’unico contributo di Alfa Romeo alla Gumball 3000 di quest’anno. La casa automobilistica ospiterà una sessione di prove in pista il 12 giugno al Balocco Proving Ground.
La Gumball 3000 coinvolgerà un centinaio di supercar, prototipi e pezzi unici che percorreranno 4.828 km su strade aperte al traffico. L’evento di quest’anno parte il 7 giugno dall’isola greca di Mykonos e terminerà a Ibiza il 15 giugno.
Bosch organizza ad Amburgo il funerale della chiave auto
Una calda giornata di giugno ad Amburgo. Migliaia di persone si sono riunite nel Millerntor Stadium per scoprire le tecnologie Bosch per il futuro dell’auto. Improvvisamente si avvicina lentamente un corteo funebre. Le persone vestite a lutto sono accompagnate da una piccola band i cui musicisti suonano una melodia triste.
“Questo è l’addio a un vecchio amico”, ed ecco che un prete con la tonaca inizia l’elogio funebre. “Ringraziamolo per tutti i momenti indimenticabili di oltre 100 anni.” Una chiave sovradimensionata appare all’interno di una bara.
La chiave della macchina ha davvero una lunga storia. Bosch ha fornito interruttori di accensione a chiave dal 1911. Se la chiave non viene inserita nel quadro di accensione l’auto non può essere attivata. È stata la prima protezione antifurto per le auto. Il sistema di chiusura interna è apparso per la prima volta negli anni ’20.
Per molto tempo, i proprietari delle auto hanno dovuto portare con sé diverse chiavi: una per la porta, una per l’accensione e altre volte per il tappo del serbatoio e il bagagliaio. Solo negli anni ’60 è arrivato l’antenato del sistema di oggi, con una chiave unica per tutta l’auto. Quando il sistema di chiusura centrale divenne popolare all’inizio degli anni ’90, la chiave ricevette un telecomando che aumentò ulteriormente il comfort.
Nessuno ha mai amato la chiave dell’auto. Non c’è da meravigliarsi se un sondaggio condotto dall’istituto di ricerca di mercato PULS per conto di Bosch ha scoperto che il 76% hanno problemi a trovare la chiave dell’auto. Insomma Bosch organizza il funerale della chiave e si prepara a introddure nuovi meccanismi di sblocco biometrico. In futuro useremo impronte digitali e iridie.
Due nuove mostre al Museo Ferrari celebrano F1 e Supercar
Come sapete la Scuderia Ferrari compie 90 anni nel 2019. Un anniversario che il museo Ferrari di Maranello ha deciso di ricordare con una grande mostra celebrativa.
Fondata a Modena il 16 novembre del 1929 da Enzo Ferrari che intuì il potenziale dei gentlemen driver per conseguire grandi risultati sportivi, la Scuderia Ferrari ha scritto pagine indelebili nella storia del motorsport. Già ai suoi esordi, la allora Società Anonima Scuderia Ferrari si mise in luce nel panorama sportivo italiano e mondiale, inizialmente con vetture Alfa Romeo, in ogni tipo di competizione motoristica. Dalla Mille Miglia, prima competizione in assoluto cui la squadra prese parte, nel 1930, alla Targa Florio, dalle corse in salita come la Trieste-Opicina, in cui arrivò il primo successo in assoluto grazie a Tazio Nuvolari, fino a competizioni leggendarie come le 24 Ore di Le Mans, Daytona e Spa, e la 12 Ore di Sebring.
E poi, naturalmente, la Formula 1.
Le auto esposte nella mostra chiamata appunto “90 anni” testimoniano questa storia gloriosa, a partire dall’Alfa Romeo 8C 2300 Spider che fu la prima a portare il Cavallino Rampante sulla sua livrea nel 1932 alla 24 Ore di Spa, fino alla SF71H, la monoposto con cui lo scorso anno hanno gareggiato Sebastian Vettel e Kimi Räikkönen.
L’arco temporale compreso fra queste due vetture è raccontato da indimenticabili monoposto, protagoniste di gare sofferte, di storiche vittorie e talvolta di sconfitte dolorose. Ecco allora la Ferrari 500, con cui Alberto Ascari conquistò due titoli mondiali di fila nel 1952 e 1953. E ancora la Ferrari D50 di Juan Manuel Fangio, che nel 1956 lo portò alla conquista del quarto dei suoi cinque titoli iridati. .
Queste vetture raccontano il sogno del fondatore e l’impegno, la determinazione e la spinta per l’innovazione di una squadra che è riuscita a legare per sempre la sua storia a quella della Formula 1. 31 titoli mondiali, di cui 15 Piloti e 16 Costruttori, rimangono un primato ineguagliato che il team di Maranello è chiamato ogni anno a difendere e onorare, con la stessa passione di 90 anni fa.
La mostra rende naturalmente omaggio anche alle vittorie conquistate nei campionati a ruote coperte. Nelle sale sono esposte ad esempio la 166 MM, protagonista del primo successo alla 24 Ore di Le Mans arrivata proprio 70 anni fa, cui seguirono i trionfi alla 24 Ore di Spa e alla Mille Miglia, e la 275 P che dominò la 12 Ore di Sebring nel 1964, per poi conquistare la 1000 km del Nürburgring e la 24 Ore di Le Mans.
“Hypercars”, le pietre miliari nella storia dell’automobilismo.
Il Museo di Maranello ospita inoltre la mostra “Hypercars”, dedicata alle auto che hanno svolto un ruolo di apripista nell’evoluzione tecnologica della Casa.
Tutte le Ferrari sono da sempre vetture speciali, riservate a pochi e selezionati clienti, e molti modelli, sotto la spinta della ricerca costante dell’innovazione, sono plasmati da un’accelerazione tecnologica che definisce nuovi standard del settore.
Entrambe le mostre resteranno aperte fino a maggio 2020.
Chevrolet Corvette e Camaro bloccate per le troppe emissioni
La C7 Corvette e Chevrolet Camaro saranno disponibili nell’Unione europea solo fino al prossimo 31 agosto 2019.
Le nuove normative sulle emissioni che entreranno in vigore il 1 settembre 2019 mettono ko i motori LT1 V8 aspirati da 6,2 litri che alimentano Corvette e Camaro. Ovviamente gli appassionati potranno ancora acquistare queste auto attraverso il mercato delle auto usate ma non le troveranno nuove.
Finisce così la storia del leggendario V8 da 6,2 litri di Chevrolet. La Corvette C7 sarà presto sostituita con la nuovissima V8 a motore centrale C8. Il nuovo modello porterà con sé una serie di nuovi motori, ma il modello entry-level verrà comunque venduto con l’LT1, anche se modificato per aumentare le prestazioni e conforme alle normative sulle emissioni.
Chevrolet non ha ancora dichiarato se la Corvetta C8 sarà limitata al mercato nordamericano.
Immatricolazioni a picco a Maggio 2019, manca l’effetto Ecobonus
Le immatricolazioni nel mese di Maggio sono in flessione dell’1,2 % a quota 197.307. Le vendite registrate sono comunque superiori a quelle del mese di maggio del 2018.
Sulle vendite ha influitole legge di bilancio 2019 che ha visto l’introduzione di un’imposta sui veicoli che emottono più di 160 g di CO2 per chilometro. Allo stesso tempo si sono concessi incentivi sulle auto che emettono meno di 70 g/km di CO2. Questi incentivi, introdotti dall’8 Aprile, hanno aumentato notevolmente l’appetibilità dei veicoli 100% elettrici ed ibridi.
Secondo l’istituto di analisi Dataforce la domanda dei consumatori privati è in flessione del 7,4% dopo un mese di Aprile che aveva visto una richiesta in aumento del 2,5%. altri dati evidenziano come le consegne a noleggio siano in aumento del 24%. Nello specifico i noleggi a lungo termine sono in crescita del 20%. Sempre in discesa le vendite anche quelle nel comporto aziendale sono diminuite del 3%. Evidente come i clienti si stiano orientando sempre più verso il mondo del noleggi di veicoli a medio-lungo termine a discapito dell’acquisto di una vettura.
L’elettrico sembra aver ricevuto l’impulso di cui aveva bisogno grazie anche agli incentivi messi in campo dal governo. Le vendite di auto elettriche sono in netta ascesa con un + 92% e 1.167 auto vendute nel mese di maggio. Il diesel tiene con immatricolazioni in aumento del 23% a quota 86.487 unità. Il gasolio detiene una fetta di mercato equivalente al 43,7% del totale.
Chi sale e chi scende.
Le vendite di FCA sono diminuite del 6,1% a maggio con il marchio Fiat che segna una diminuzione del 1,4%, Jeep -15%, Alfa Romeo e Maserati -12%. Unico dato in controtendenza è quello legato al marchio Lancia con un +20%.
Il Gruppo PSA, Peugept – Citroen – Opel, ha registrato un calo del 1,6% con Citroen e Opel che comunque hanno evidenziato vendite in aumento del 5,6%
Il Gruppo Volkswagen è quello che ha visto le proprie immatricolazioni salire maggiormente con il marchio Volkswagen che ha segnato un +5,1%, Seat +33% e Skoda +17%.
Renault ha registrato un -14% mentre Dacia, marchio di sua proprietà, grazie al SUV compatto Duester ha aumentato le proprie vendite del 42%.
Ford in calo del 7%.
Kia e Hyundai in flessione rispettivamente del 12% e del 16%.
In calo anche Nissan, con un -24%, e Toyota, -5,1%.
BMW ha registrato un +5,4%, mentre Mercedes-Benz ha accusato un calo del 4,1%
Nel complesso le vendite dei primi cinque mesi del 2019 sono diminuite del 3,8% a quota 910.093 veicoli. Secondo gli esperti di Dataforce il trend sarà in discesa per tutto il 2019 con un -3,8% di veicoli immatricolati e 1,84 milioni di unità vendute.
























