Nuova Lancia Gamma: al Salone di Torino una esploratrice in incognito

Dall’11 al 13 settembre 2026 Torino è tornata Capitale dell’Automobile con esposizioni, test drive, anteprime, eventi, promozioni dedicate e il debutto di bTOb Salone Auto Torino, il nuovo appuntamento dedicato alla filiera Automotive. Il risultato in termini di visite è stato lusinghiero, con 540.000 appassionati in giro per il palcoscenico di Torino, una città che solo quelli che non hanno mai visitato possono non amare. 

Tra gli oltre 40 espositori presenti, ovviamente a fare gli onori di casa era la matrice FCA dentro Stellantis con i tre Marchi sabaudi per antonomasia: Abarth, Fiat, Lancia. 

E proprio Lancia ci ha offerto una primizia dal vivo, ampiamente preannunciata, che ha riportato il sottoscritto ad un “flash” vintage di oltre quaranta anni fa: era il maggio del 1986 e la Lancia era la vera e indiscussa protagonista del Salone di Torino (che all’epocanon era all’aperto) perché non soltanto proponeva la meravigliosae straordinaria Thema Ferrari – vero e proprio crack di mercato – ma proponeva anche, un pochino più nascosta e paludata ma comunque ammiratissima, una Delta HF integrale che diventerà quasi inconsapevolmente protagonista dall’anno successivo dei colori Lancia nei Rallyes mondiali dopo la Delta S4 protagonista purtroppo di una debacle clamorosa con la morte di Henry Toivonen proprio nei giorni di quel Salone.

40 anni dopo, noi siamo qui a celebrare con il Salone di Torino Open un nuovo vagito, un nuovo gemito di rinascita della Lancia: nuova Gamma, al momento preannunciata ed accompagnata anche da un filone ininterrotto dei soliti contestatori ed odiatori da tastiera che hanno ripetuto il solito sciocco “mantra”: questa NON E’ una vera Lancia! 

 

Pensate, avevo sei anni quando ho sentito dire la stessa cosa sulla Gamma 1976 due Volumi contro la “gloriosa” Lancia 2000 che però, guarda caso, non comprava nessuno. Ma l’ho sentito anche su Beta 1971 contro Fulvia, su Kappa contro Thema 1983, su Delta 1994 contro Delta 1980, su Thesis contro Flaminia, su Thema Chrysler 2011 su Thema 1983

Insomma, da mezzo secolo la Lancia si diverte a lanciare modelli che non gli appartengono, secondo questi liberi pensatori; ma direi che dentro nuova Gamma 2026 c’è di più: per la quinta volta nella sua storia dal Dopoguerra ad oggi Lancia percorre l’obbligo di trasformare sé stessa in un giro di boa.

La prima volta fu con la cessione da Gianni Lancia alla famiglia Pesenti in una situazione prefallimentare, la seconda nel passaggio da quest’ultima alla Fiat; a fine anni Ottanta c’è l’incorporazione di Autobianchi e il downsizing verso il mercato delle piccole, mai toccato prima, con “Ypsilon”; la quarta volta capita in piena era Marchionne e non è che vada benissimo. Ed ora eccoci al quinto giro di boa mentre tutt’intorno il web ribolle di critiche contro la perdita delle originiNuova Lancia Gamma, al Salone di Torino una esploratrice in incognito.

Ma lasciamo correre, tanto la polemica non si spegnerebbe mai, e torniamo alla nuova Gamma: riuscire a creare, dentro lo stesso Gruppo, più dei classici due/tre modelli diversi di identico segmento derivati da una stessa piattaforma (un tempo si chiamava Chassis……) è stata una impresa tentata in Europa da una sola realtà industriale; la British Leyland, per meglio dire il carrozzone automotive statale britannico, che nazionalizzato il 90% dei Marchi automobilistici del Regno Unito deteneva 12 sigle e a metà anni Settanta riuscì a ripartire tra cinque sigle lo stesso chassis della Mini Morris per ottenere altrettanti “cloni” differenti tra loro solo per mascherine e fari anteriori, interni, e pochi particolari di dettaglio. Per la cronaca BL si è estinta da tempo. 

Nel mondo invece solo la General Motors fu protagonista con le sue cinque sigle Pontiac, Oldsmobile, Buick, Chevrolet e con l’australiana Holden di una ripartizione così frammentata.

Per la cronaca la cara vecchia e gloriosa GM se non è in via di estinzione è però sulla buona strada. 

Un solitamente Gruppo, una sola piattaforma, cinque modelli di uno stesso segmento: miracolo?

Ah, certo: poi ci sono tanti Gruppi asiatici che con decine di Marchi in pancia sfruttano e condividono la medesima piattaforma per decine di modelli di uno stesso raggruppamento; ma qui siamo, lo ripeto, in Europa, e un record del genere per ora se lo è riservato solo Stellantis: la sua “STLA Medium” è la piattaforma con cui ha dato vita a cinque diversi modelli di altrettanti Marchi compresi dentro di sé; ultimo dei quali è nuova Lancia Gamma.

Per i facinorosi odiatori preventivi di nuova Gamma , ciò significherebbe dover considerare che lo spazio di manovra di marketing e Centri Stile interni a Stellantis è stato a tal punto stretto – per evitare di produrre modelli in diretta e malaugurata concorrenza tra loro – che costruire forzatamente le differenze discriminanti per ciascuno dei cinque modelli ha significato dover passare attraverso la fatidica cruna dell’ago. Ma arriviamo a passeggiare tra i dettagli di nuova Gamma 2026, in particolare della Hybrid 145 cavalli.

Misure e rivali

Le sue misure (Gamma misura 4,67 mt. in lunghezza, quasi un metro e 90 di larghezza e 1,66 metri di altezza) sono quote da Segmento D per questa Crossover fastback che nella sua partizione di mercato si trova appunto gomito a gomito le vicine di casa Opel Grandland, Peugeot 3008, Citroen C5 Aircross e DS n° 7; come se non bastasse “aleggia” su Gamma anche l’ombra di Leapmotor ma si ritrova anche :

-Ford Kuga ed Explorer; Volkswagen Tiguan e Tayron, Skoda Kodiaq; Renault Espace, Nissan X-Trail, Mitsubishi Outlander PHEV; Hyundai Tucson, Kia Sorento; Toyota RAV4, Subaru Forester; Honda ZR-V; Changan Deepal S07; Polestar 4; MG HS; Mazda CX 60; BYD Seal U;  OMODA 7; DS n° 7; Volvo XC60; Leapmotor C10; Sportequipe 8; Seat Tarraco; DFSK E5; Fawcar Bestune T77.

XInsomma, elencando vuoto per pieno sia Mmmmmnncc elettriche pure che le Hybrid senza limiti di cubatura né di soglia economica di listini, i Suv ed i crossover potenzialmente concorrenti di Lancia Gamma Hybrid 145 cv e BEV 2WD sono almeno 26 i modelli generalisti (escludendo Premium tedesche, Jeep, Land Rover, Lexus, Genesis, ma anche Alfa Romeo) che abitano il segmento; sarà poi la politica di pricing che Lancia andrà a definire, l’eventuale upgrade di motorizzazioni Ibride e di accessori che posizionerà meglio la Gamma rispetto a quali concorrenti più diretti, omologhi, affini.

E’ quello sopra un campionario parziale e soprattutto aspecifico, per due motivi; ed il primo è quello cui avete dato meno peso, nella scaletta dei competitor di Segmento “D”: ho elencato molto alla rinfusa modelli iscrivibili nel segmento solo per affinità di corpo vettura e di misure senza approfondire le differenze motoristiche, architetturali o di alimentazione.

Gamma 2026 Premium? Ma anche no: torna il profilo Executiv

Questo perché a mio modesto avviso il confronto commerciale più intenso tra concorrenti complanari su questo segmento si avrà soprattutto sulla capacità di ciascun modello – più che di ciascun Brand – di catalizzare e “drenare” verso di sé i clienti titolari degli altri, e sulla base di una assortita “mix” di caratteristiche non solo intrinseche ma anche “dimensionali” tra le quali la capacità della Rete vendita di supervalutare le permute o la forza finanziaria della Captive di offrire un panel di soluzioni contrattuali adatte ad ogni target potenziale: non dimenticate che nel Segmento D finiscono come in un minestrone acquisti della P.A. e Flotte aziendali private, Professionisti e microfleet, oltre che acquirenti singoli senza P.Iva.

Ciao Se avete capito quanto sopra, potreste – Voi odiatori seriali e preconcetti di nuova Lancia Gamma – silenziare una delle due linee di fuoco sparate a raffica contro la nuova ammiraglia di Chivasso (ammesso che questa dicitura abbia un senso): quella di “non essere una Lancia”. Ma sarebbe chiederVi troppo, immagino.

Non Ve lo spiego in glossario semplificato: dopo undici anni di monoprodotto “Y” (quella endotermica venduta tra l’altro per il 70% di vendite ai privati con la formula del chilometri zero) la procedura industrialmente più ovvia per Stellantis non poteva essere il ritorno a radici indefinibili e intraducibili nell’attuale fase di mercato da cui Sedan e Station Wagon sono ormai una presenza al lumicino. 

Ovvio il ricorso al corpo vettura Crossover (dicasi: SUV imborghesita, fate Voi) visti i trend attuali; per i Designer da Osteria che sul Web hanno impallinato nuova “Y” prima e nuova Gamma ora, posso dire che trovo indigeribile il layout della prima (troppi azzardi e troppi disequilibri in volumi ed ingombri così ridotti) ma gradisco il progetto di stile della seconda, che non trovo affatto fotocopia del prodotto PSA: non più di quanto comunque fossero contigue all’epoca Fiat Croma e Lancia Thema’83 che avevano siamese tutta la cellula abitacolo con parabrezza più portiere.  

Non trovo invece molto in tono la scritta “L A N C I A “ visibilepure dal satellite e che oltre che più discreta avrei io gradito in corsivo; ma sul frontale quella palpebra anteriore nera in contrasto e l’incrocio luminoso che di fronte richiama più la “T” di Torino – che non la “Y” della omonima – si trova ad appoggiarsi bene su una calandra dalle misure importanti, essenziale ma piacevole.

Ed – ovviamente – la nuova calandra (elemento distintivo di tutta un’auto) è anche “pioniera” visto che abbandona del tutto il copriradiatore cromato che fino alla penultima “Y” ha segnato la facciata delle Lancia. Certo, la fanaleria stretta ed oblunga in stile Nissan X-Trail poteva – magari – essere oggetto di una ricerca stilistica un poco più approfondita: il mondo “embedded” dei suppliers offre ormai a catalogo centinaia di soluzioni, perché ridursi proprio a questa? Ma è un peccato veniale in fondo. 

Dettagli di forma, per il primo Crossover ammiraglia di Lancia.

Dietro? Secondo me a vista è tutto “OK”, ma bisognerà confermarselo con quello spioncino di lunotto ridotto ed inclinatissimo che accompagna la discesa del padiglione posteriore.

Sulla linea laterale, francamente, trovo un po’ troppa analogia con la “cugina” DS: non siamo più nella Gran Bretagna dove tra Rollse Bentley la differenza di Gamma la faceva la Vittoria Alata sul radiatore della prima, e francamente il taglio dei fianchi sottocristalli tra DS n°7 e nuova Gamma è palesemente siamese. Tutto questo però fa della nuova Gamma un modello che non vuole – a mio avviso – essere inquadrata come “Premium” ma come “Executive Business Partner”.

A proposito, lo è Premium la nuova Gamma? Secondo me – appunto – fa di tutto per non esserci catapultata, tra le Premium: non tanto perché al confronto con Audi Q5, BMW X3, Mercedes GLC e Genesis GV70 finirebbe nel frullatore a prescindere; ma tanto perché la volontà, tutta e solo politica a mio giudizio, da parte di Stellantis di tenere sotto il polmone di ossigeno un Brand incoerente sul mercato come DS renderebbe la parentela tra N°7 e nuova Gamma una dicotomia suicida sul mercato (tra l’altro con una suggestiva similitudine tra le due Crossover sulla linea laterale sotto cintura dei cristalli……), sebbene qualcuno mi dovrebbe spiegare in termini di Marketing cosa ci fa contro i colossi tedeschi nel target Premium la versione DS n°7 con lo stesso motore 1.2 3 cilindri da 145 cavalli…. Misteri tutti francesi, di un popolo che evidentemente sente ancora come una ferita la scomparsa della mitica Panhard PL 17, un transatlantico da oltre quattro metri e mezzo, sei posti, mossa da un bicilindrico boxer raffreddato ad aria da 850 cc.: quella, la Panhard, era il frutto composito e cervellotico della famosa linea fiscale di Parigi, dove un’auto più era grande, più aveva motori da zanzara e più sconto fiscale conseguiva. Che sagome, ‘sti francesi!!!

Ma in fondo, cosa rappresenta più ormai la fuffa marketing del target Premium in un mercato ormai dominato da una Nazione che per gli opinionisti di rango esporta solo Commodities???

Certo, se c’è un elemento su cui la esaltazione del concetto “Executive Business” in luogo di quello “Premium” rischia di debordare nella dimensione “Commodity” dei veicoli da lavoro duri e puri…..Beh, quello è l’abitacolo e la plancia fronte guida.

Ok, io adoro i mezzi “ispirati” e nativi per il Business: niente fronzoli, essenziali, per chi lavora professionalmente. 

Interni e motore (1.2 Hybrid) : si doveva fare di piu’?

Ma se il tono degli interni è pedissequo a quelli della Gamma esposta a Torino (versione HF Line) il profilo sedili può essere “digerito” (anatomici, sportivi, ispirati a linee abbastanza anni Ottanta) ma francamente questa plancia stile elettrodomestico da incasso professionale mi fa rimpiangere gli azzardi di Beta Trevi e l’accoglienza di Thema 1983. 

Abbiate pazienza, ma il calore dell’accoglienza non può essere un “di cui” del rapporto tra Cliente e la “sua” Gamma. Impressione personale, come sempre, eh? Sia chiaro.

Ah, già: e il motore 1.2 tre cilindri turbocompresso???? Oggetto di sputtanamenti vari sui Social, NON E’ però il Puretechpensionato da Marzo perchè la famosa cinghia in bagno d’olio – brevetto Dayco – è stata rimpiazzata con una bella “catenina” a maglie. 

Sottodimensionato per una “XL” come nuova Gamma? Ce lo potremmo dire dopo un test drive della Hybrid 145 cavalli e ausilio motrice elettrico Mild Hybrid da 48 Volts, perché dati su velocità ed accelerazione da parte di Lancia ancora non ne sono usciti. 

Possibile sulla piattaforma STLA Medium adottare altre motorizzazioni senza stravolgere vano motore, attacchi, sospensioni? Lo scopriremo solo vivendo…

Ecco perché guidarla per recensirla è di vitale importanza, oltre lepresentazioni patinate: magari ricordiamo solo, a chi si è indignato per il fatto che Gamma non monti almeno un V6 a carburatori (eeehhhh si, quelle erano vere Lancia!!!), che i rigorosi teutonici di Volkswagen hanno messo sotto al cofano di T-Roc, non proprio una citycar, il 1.0 TSI 3 cilindri; che i soliti francesi di Renault hanno, se non ricordo male, adottato “motorini” tra 1200 e 1500 cc. per veri bisonti SUV e che persino la Volvo XC40 – prossima in peso e misure alla nuova Gamma – ha sfoggiato un mille-e-cinque per spostarsi. Di queste non Vi siete mai meravigliati, haters dei miei attributi????

Due requisiti però ci pare giusto sbattere in faccia agli odiatori seriali, che producono fiumi di scorregge digitali contro nuova Gamma, ma che interessano di certo chi lavora tra privati e flotte:

il primo, molto in tema in epoca in cui la benzina a breve potrebbe superare la soglia generica dei 2 euro e 10 al litro (2 e 20? 2 e 30? Non c’è limite alla Provvidenza!!), è che i 55 litri di pieno – uniti al sistema Ibrido ma anche all’ottimo Cx di 0,28 – consentono a Lancia di dichiarare una autonomia massima di oltre 1000 chilometri; vero è che su questo Stellantis persino al Salone di Torino “première” è rimasta parecchio sul vago: trascurare di indicare ufficialmente consumi in litri sulla percorrenza di 100 chilometri consente colpevolmente di “palleggiare” genericamente la sopra detta autonomia senza specificare in quali contesti di guida.

La seconda informazione discriminante, tuttavia, sul “nuovo” 1.2 3 cilindri Turbo mi sa che è sfuggita pure alla stessa Stellantis, che a mia conoscenza di questo dato non fa menzione da nessuna parte:

Stellantis ed Aramco hanno già testato 24 famiglie di motori Euro 6 (benzina e Diesel) prodotti dal Gruppo dal 2014 certificandoli idonei e compatibili con gli e-fuels, ma in specifico il 1.2 tre cilindri – grazie all’esperienza in Brasile – ha in più la compatibilità “Flex” con i biofuels a tenore di etanolo anche molto elevato. Perché non dirlo, cara Lancia???

Prime impressioni non negative, in attesa del test drive

Dunque, cari lettori e poco graditi odiatori: vedete, anche con il poco compendio di informazioni disponibili e diffuse da parte di Lancia, al momento, c’è ampio spazio per ragionamenti che ci portano a salutare noi con affetto questa nuova Lancia Gamma, perché:

​-E’ l’apripista di un ritorno di Lancia nel target “Ammiraglie” dopo undici anni;

​-E’ la seconda Ammiraglia Lancia del dopoguerra a due Volumi, ed è la prima a corpo vettura Crossover non per vezzo ma perché Sedan e Station Wagon in Europa abitano non più del 18% del Segmento “D”, e c’è di certo un motivo;

​-Entra in scena in un momento critico del mercato auto, dove i player cinesi diventano sempre più incombenti e dove il “peso” dei Brand Premium contro generalisti in questo segmento vira verso un rapporto di uno a quattro dopo anni in cui la corsa alla “Premiership” aveva allontanato diversi Marchi da questi spazi di mercato;

-Entra con un chiaro obbiettivo “Fleet” e Business nativo, in un segmento in cui i privati sono sempre meno. Ma soprattutto arriva non per “apparire” ma per acchiappare. 

Cosa? Faccio l’elenco: le Flotte della P.A. (almeno il 40% delle future immatricolazioni), il Noleggio Captive e le Flotte para pubbliche (30%), le autoimmatricolazioni da esportare come Km Zero (15%) ed infine un ultimo 15% di “mercato vero”. Cioè? Cioè – magari – tutti i clienti del Puretech da deliziare con offerte miracolose, oppure i proprietari di vecchi armadi a 4 ruote di altri marchi che sull’usato valgono come rottamazioni, oltre a microfleet e liberi professionisti.

Io la vedo così, ed ovviamente posso sbagliare; ma se ci ho preso, la simpatica nuova Lancia Gamma “drenerà” dal mercato tanti transfughi di Segmento andati verso alti lidi, saprà convincere con politiche contrattuali e finanziarie le Partite Iva, ricostruendo un portafoglio Clienti utili per lo step successivo che ci auguriamo sarà per la nuova Gamma migliorativo. Dipenderà dalle variabili di crescita del mercato, ma anche da pricing e reputazione di nuova Gamma nel post vendita. Insomma, nuova Gamma sarà una perfetta Scout, una esploratrice che dovrà farsi largo dentro una Jungla per aprire una nuova strada. Non lavoro in Lancia, ma penso di averci azzeccato.

Riccardo Bellumori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Amici di Freetime, buongiorno, eccoci qui in anteprima con la nuova Lancia Gamma 2026. (0:07) Come dite, avete l’impressione che Lancia Gamma sia uscita da almeno due anni? (0:10) Beh non è colpa vostra, in realtà è l’effetto abbastanza ridondante di quello (0:16) che è stato il percorso di bombardamento mediatico preventivo che (0:20) effettivamente da un anno e mezzo a questa parte è stato fatto nei (0:23) confronti di questa nuova uscita, ancora prima addirittura che fossero previsti (0:29) visibili i layout finali e anche le forme di stile che sono quelle che (0:35) accompagnano il modello che verrà commercializzato da Lancia, ebbene tutto (0:40) questo in maniera anche preventiva e forse un po’ troppo sarcastica dai (0:44) cosiddetti puristi amatori, cioè da coloro che fanno della difesa (0:48) oltranza delle radici di un marchio una battaglia personale che supera anche le (0:53) logiche anche di autodifesa e di affetto che sono ragionevoli. Perché Lancia (0:58) Gamma 2026 il modello che Lancia ha proposto per tornare anche nella fascia (1:04) alta che aveva abbandonato ormai da tempo perché ricordiamo che gli ultimi modelli (1:08) di ammiraglie rispondono al nome di Lancia Tema basata sulla carrozzeria (1:14) della Chrysler 300 e di Voyagerche era fondamentalmente la restilizzazione in (1:20) chiave Lancia del modello Chrysler del monovolume.

Dunque Lancia 2026 si (1:25) presenta con la Gamma con questo modello ammiraglia che va in effetti a toccare un (1:32) settore molto sensibile non soltanto per il prestigio ma anche soprattutto per un (1:36) settore che ci interessa quello del frotte. Andiamo a vederla nel dettaglio (1:39) soprattutto cerchiamo di capirne i segreti e i favolosi.

Eccoci qui con una retrospettiva, o meglio una panoramica che è un po’ insolita, (0:05) soprattutto per chi magari voglia essere strettamente legato all’attualità. (0:10) A noi piace sempre richiamare anche un po’ i raggi storici di certi percorsi. (0:14) Abbiamo la Lancia Gamma 2026 con la sua nonna, la Gamma, che nel 76 veniva (0:19) commercializzata per la prima volta e quindi c’è proprio un cinquantennio, un (0:23) mezzo secolo preciso di distanza fra i due debutti, ma la cosa che più ci fa (0:28) sorridere è appunto uno degli elementi con cui i detrattori di Lancia Gamma, (0:34) prima ancora che fosse presentata, hanno usato la sua nonna, la sua progenitrice, (0:40) quasi forse una sorta di totem da tutelare e da proteggere rispetto (0:46) all’ingresso della abusiva, della usurpatrice.

(0:49) Bene, nulla di più sbagliato storicamente la Lancia Gamma del 76, una (0:54) struttura bellissima oggi, mezzo secolo dopo, grazie al disegno di Pininfarina, ma anche (0:59) grazie alla formula del duevolumi, una formula che in quegli anni per l’ammiragli (1:04) era poco diffusa. Bene, Lancia Gamma del 76 è stata bersagliata per tantissimi (1:11) anni da una stampa, questo sì, davvero per le concette forse anche un po’, (1:17) diciamo così non proprio sportiva, non proprio leale, che ha cominciato a (1:22) moltiplicare nella mentere anche i punti di svantaggio e di negatività che in (1:28) qualche caso Lancia Gamma aveva. Quindi tutti coloro che hanno usato la Lancia (1:33) Gamma del 76 come totem e tabù da sbattere contro la nuova Gamma 2026 (1:39) hanno perso due occasioni, la prima quella di stare zitti, la seconda quella di (1:43) provare a studiare la storia per capire come anche la nonnina Lancia che abbiamo (1:48) qui è stata a sua volta bersagliata dalle critiche per essere poi apprezzata (1:52) magari dieci anni dopo.

Quello che succederà invece con Lancia Gamma 2026 (1:57) ci auguriamo di essere apprezzata fin da subito. (2:00) Andiamo a vedere un pochino i particolari che rappresentano dentro la (2:04) Lancia Gamma le qualità peculiari.

Dopo averla vista solo in foto ecco finalmente dal vivo la nuova Lancia Gamma. Un modello importante per il marchio, che dopo anni affianca un secondo modello alla Ypsilon e affida a un SUV il compito di diventarne l’ammiraglia. Prodotta a Melfi  (Basilicata) nasce sulla piattaforma STLA Medium di Stellantis, la stessa su cui sono costruite anche Jeep Compass, Opel Grandland, Peugeot 3008 e Citroën C5 Aircross, e prevede sia motorizzazioni ibride sia versioni completamente elettriche.

Lunga 4,67 m e larga 1,89, la Gamma sfrutta proporzioni studiate per sembrare più compatta dal vivo di quanto le misure suggeriscano. Il design è distintivo, con una firma luminosa anteriore a forma di Y e un lavoro approfondito sull’aerodinamica che coinvolge maniglie, montanti e prese d’aria attive. si mostra dal vivo al Salone Auto Torino 2026.

Lancia Gamma 2026: il design

L’anteriore la Lancia Gamma 2026 è dominato dalla firma luminosa a Y, con le due linee laterali che convergono verso il centro del cofano, dove compare il naming del marchio con un segmento verticale. La griglia inferiore integra alette mobili, che si aprono per raffreddare il motore termico e restano chiuse per migliorare l’aerodinamica quando non serve.

I nostri video:

Il lavoro sull’efficienza prosegue con le maniglie a filo carrozzeria, anteriori e posteriori, queste ultime integrate nel montante C con un inserto nero lucido che alleggerisce otticamente il tetto. Di profilo spiccano due piccole alette sopra il lunotto e un accenno di spoiler sul portellone; dietro, i gruppi ottici a LED richiamano il disegno anteriore, mentre il diffusore, più elaborato nell’allestimento sportivo HF, dà alla coda un’impronta grintosa.

Lancia Gamma 2026: interni

L’abitacolo della Lancia Gamma 2026 punta su una qualità percepita superiore rispetto ad altri modelli costruiti sulla stessa piattaforma. Il volante ha una forma tondeggiante ma leggermente squadrata, mentre i due schermi di strumentazione e infotainment sono allineati sulla stessa fascia. I comandi dell’impianto audio, anziché sporgere sopra la plancia, sono stati integrati al suo interno; al centro della plancia si trova anche una piastra per la ricarica wireless dello smartphone.

I materiali comprendono tessuto tecnico e superfici morbide al tatto, con qualche zona in plastica più rigida nella parte alta della plancia. Dietro, nonostante la linea di tetto spiovente, lo spazio per la testa resta buono grazie a una sagomatura specifica del padiglione; i sedili alternano tessuto al centro e pelle ai lati. Il bagagliaio della Lancia Gamma 2026, ad apertura elettrica, dovrebbe offrire una capacità di partenza tra 500 e 600 l, con rivestimento in moquette sia sul fondo che ai lati.

Lancia Gamma 2026: motori e prezzi

Come il resto dei modelli su piattaforma STLA Medium la Lancia Gamma 2026, una delle novità più importanti del Salone Auto Torino 2026, offrirà differenti tipologie di motorizzazioni, partendo da un 1.2 tre cilindri mildhybrid da 145 CV, abbinato a un cambio automatico a sei rapporti. Sono previste inoltre due varianti elettriche con batterie di capacità differente: una versione a lunga autonomia e una più prestazionale, con oltre 350 CV, disponibile sia a trazione anteriore che integrale.

Lancia non ha ancora diffuso dati precisi sulla gamma completa di motorizzazioni né informazioni sui prezzi. I prezzi definitivi della Lancia Gamma 2026 sono attesi nei prossimi mesi.

 Lancia Gamma, il modello che riporta il marchio nel segmento D. L’esemplare esposto è nell’allestimento HF Line, caratterizzato da un look ispirato alla futura HF Integrale a trazione integrale. Per conoscere prezzi e strategie commerciali bisognerà attendere il prossimo Salone di Parigi, mentre l’arrivo sul mercato è previsto nel corso del 2027.

All’anteriore trovano posto le griglie per l’aerodinamica attiva, che si aprono quando serve raffreddare il powertrain. Le maniglie delle portiere anteriori sono a scomparsa, mentre quelle posteriori sono integrate nella cornice del finestrino, accanto allo scudetto Lancia inserito nel montante.

Il lunotto, molto spiovente, termina con uno spoiler di dimensioni generose, sotto il quale si sviluppa il portellone verticale.

Interni: ora si vede tutto

Gli interni, visibili per la prima volta nella loro interezza, si caratterizzano per l’ampio utilizzo di pellami e tessuti tecnici su plancia, portiere e sedili. Trattandosi della versione HF Line, quelli anteriori presentano fianchetti contenitivi, poggiatesta integrati, una fascia nera sullo schienale con la denominazione del modello e un elegante inserto metallico con la scritta Lancia.

Le immagini del divano posteriore lasciano intuire una buona disponibilità di spazio per i passeggeri, che possono contare anche su un pavimento completamente piatto.

La plancia è quella già mostrata nei mesi scorsi, con quadro strumenti digitale, schermo ultrawide dell’infotainment e la plancetta del sistema SALA, dedicata ai comandi del climatizzatore per conducente e passeggero.

Il motivo a “cannelloni” della terza razza del volante richiama alcune Lancia storiche, mentre nel tunnel centrale trova posto un moderno tavolino con la piastra di ricarica wireless per gli smartphone. Più in basso è presente un ampio vano portaoggetti.

Ibrida o elettrica: le versioni

La nuova Gamma arriverà nelle concessionarie con un powertrain ibrido da 145 CV e un’autonomia dichiarata superiore a 1.000 km. Sarà, con ogni probabilità, la versione più richiesta della gamma.

Due le varianti elettriche. La prima è a trazione anteriore, con motore da 170 kW (230 CV) e batteria da 74 kWh, per un’autonomia dichiarata di 540 km. La seconda è la Long Rangedual motor, con 180 kW (245 CV), trazione integrale e batteria da 97 kWh, accreditata di oltre 730 km di autonomia.

HF Integrale, la Gamma più potente

Al vertice della gamma si colloca la Lancia Gamma HF Integrale, riconoscibile anche per il logo posto alla base delle portiere posteriori.

Questa versione adotta un powertrain dual motor da 375 CV e un’autonomia dichiarata di 675 km, garantita dalla batteria di maggiore capacità. Specifico anche l’assetto sportivo, con carreggiate allargate, freni autoventilati e pneumatici di maggiori dimensioni.

Come già accaduto per la Lancia Ypsilon, l’identità estetica di questa variante verrà ripresa anche dagli allestimenti HF Line, come quello esposto al Salone Auto Torino

 

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