Volkswagen Tayron eHybrid 204 CV R-Line: Prova su strada

La Volkswagen Tayron in allestimento R-Line si presenta come un SUV che vuole immediatamente comunicare solidità e modernità, senza rinunciare a quella sportività elegante che caratterizza le versioni più ricercate della gamma. Il frontale è il primo elemento che cattura l’attenzione: la firma luminosa a LED attraversa l’intera calandra, creando un effetto visivo continuo che enfatizza la larghezza del veicolo. Le prese d’aria maggiorate e le finiture nero lucido dell’allestimento R-Line aggiungono un tocco di aggressività, mantenendo però un equilibrio stilistico che non scade mai nell’eccesso.

La fiancata è scolpita da linee tese e pulite, con passaruota ben marcati che ospitano cerchi di grande diametro, capaci di riempire visivamente il volume e conferire alla Tayron una presenza su strada importante. L’impressione generale è quella di un SUV premium, curato nei dettagli e coerente con il nuovo linguaggio stilistico Volkswagen. Anche il posteriore segue la stessa filosofia: i gruppi ottici full LED con effetto tridimensionale e lo spoiler maggiorato donano un carattere dinamico, mentre il paraurti dedicato R-Line completa un look che punta più sulla raffinatezza sportiva che sulla pura ostentazione. L’unica nota meno incisiva riguarda l’assenza di terminali di scarico a vista, una scelta comprensibile per un modello ibrido plug-in ma che toglie un po’ di grinta visiva.

MOTORE E PROVA SU STRADA

La Volkswagen Tayron eHybrid da 204 CV (350Nm di coppia) combina un motore 1.5 TSI turbo benzina con un’unità elettrica integrata (da circa 115CV) nel cambio DSG a 6 rapporti, creando un sistema ibrido plug-in pensato per offrire efficienza e comfort senza rinunciare a una buona dose di brillantezza.

Non manca una generosa batteria al litio da 19,7kWh che promette un’autonomia di oltre 100km in elettrico.

In città la vettura si muove spesso in modalità elettrica, regalando una guida silenziosa e fluida che valorizza la qualità dell’abitacolo e la taratura morbida delle sospensioni. La posizione di guida rialzata e la buona visibilità contribuiscono a rendere la Tayron un’alleata ideale nel traffico urbano.

Fuori città il powertrain mostra la sua capacità di lavorare in modo armonioso: il passaggio tra elettrico e termico è quasi impercettibile e l’erogazione complessiva risulta lineare, con riprese pronte e una gestione intelligente dell’energia. In autostrada la Tayron privilegia il motore termico, ma continua a sfruttare il supporto elettrico nelle fasi di rilascio, mantenendo consumi contenuti e un livello di comfort elevato grazie a un’insonorizzazione curata. Lo sterzo è leggero nelle manovre e più consistente alle alte velocità, senza mai diventare realmente sportivo, mentre le sospensioni offrono un buon compromesso tra assorbimento delle asperità e controllo del rollio. Quest’ultimo resta comunque presente trattandosi di un SUV, tra le pecche anche la frenata risultata spugnosa in una prima fase della pressione sul pedale del freno.

L’auto sfrutta inoltre l’energia immagazzinata nella batteria per percorrere fino a 90 km veri in solo elettrico che non sono affatto male considerando i circa 1800kg di peso finito del mezzo.

Parlando di media consumi nella mia prova ho percorso circa 15KM/l a batteria completamente scarica potendo comunque sfittare decelerazioni e frenate per la ricarica e viaggiano in modo molto simile ad un fill hybrid.

INTERNI E TECNOLOGIE

L’abitacolo della Volkswagen Tayron R-Line rappresenta uno dei punti di forza del modello. L’impostazione è moderna e completamente digitale, con un grande display centrale che può raggiungere i 15 pollici (di serie arriva quello da 12,9”) e che ospita un’interfaccia rinnovata, più intuitiva e reattiva rispetto alle generazioni precedenti.

Il Digital Cockpit (da 10,2”) è ampio, configurabile e ricco di informazioni, mentre l’head-up display, quando presente, aggiunge un ulteriore livello di praticità nella guida quotidiana. I materiali utilizzati sono generalmente di buona qualità, con superfici morbide nelle zone più in vista e assemblaggi precisi, anche se nella parte inferiore dell’abitacolo compaiono alcune plastiche meno pregiate.

La connettività è completa, con Apple CarPlay e Android Auto wireless, aggiornamenti OTA e un assistente vocale più evoluto. Sul fronte della sicurezza, la Tayron offre un pacchetto ADAS molto completo: il cruise control adattivo con funzione stop&go, il mantenimento attivo della corsia, il monitoraggio dell’angolo cieco, la frenata automatica d’emergenza e il sistema di parcheggio assistito con telecamere a 360 gradi lavorano in modo preciso e poco invasivo. La gestione predittiva della velocità basata sulla navigazione è un ulteriore esempio della maturità tecnologica del modello, capace di anticipare curve, rotonde e limiti di velocità.

La Volkswagen Tayron eHybrid in allestimento R-Line convince per il suo design moderno e sportivo, per il comfort di marcia elevato e per la fluidità del powertrain ibrido plug-in, che si dimostra ideale nell’uso quotidiano. Gli interni digitali rappresentano un netto passo avanti in termini di ergonomia e intuitività, mentre gli ADAS offrono un livello di assistenza completo e ben calibrato. Dall’altra parte, la Tayron non è il SUV più emozionante da guidare e il peso del sistema ibrido si fa sentire nelle situazioni più dinamiche. La visibilità posteriore resta inoltre molto limitata per via della conformazione stretta del lunotto e della grande distanza che spera il posto guida dallo stesso; fondamentale il supporto del sistema di telecamere a 360 gradi.

Infine, il prezzo delle versioni top di gamma può risultare impegnativo. Il listino del o dello parte da 48.800€ mentre per questa versione top di gamma ne servono circa 66.000.

Antonio Elia Migliozzi
Antonio Elia Migliozzi
Giornalista iscritto all'ordine scrivo di auto per passione. Nel 2014 ho creato Autoprove.it, uno spazio nuovo per un racconto disintermediato attento alle verità, anche scomode, del settore Automotive. Per carità non amo le notizie strillate, ma ho il desiderio di non nascondere nulla anche quando significa far arrabbiare qualche ufficio stampa.
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