Nuova DS N°3 2028: Rendering

Deluso dal fallimento commerciale del SUV DS 3 Crossback, il costruttore premium intende tornare ai principi fondamentali della Citroen DS 3 originale con la futura DS N°3, prevista entro due anni.

Alla fine del 2019, dire che regnava la fiducia in casa DS Automobiles è un eufemismo: il marchio poteva vantare infatti 500.000 esemplari venduti della sua DS 3, il suo primissimo modello nato sotto il marchio Citroën dieci anni prima. Tanto più che quella che fino ad allora si era accontentata di un profilo da city car classica si apprestava a fare un salto di qualità assumendo la forma di un SUV. Sembrava quindi che ci fossero tutti i presupposti per battere i record di vendita. Solo che nulla è andato come previsto. Sette anni dopo, poco più di 100.000 unità della DS 3 (ex Crossback) hanno trovato acquirenti.
È per questo motivo che, in occasione della 91ª edizione del Salone dell’Auto di Parigi, appena conclusasi, DS Automobiles ha gettato le prime basi per un ipotetico ritorno alle origini attraverso le linee della concept car F3ver. Un prototipo relativamente lungo (4,19 m) ma che, soprattutto, abbandona la silhouette rialzata, con l’altezza interna al tetto rigorosamente limitata alla misura del modello di riferimento (1,46 m). Addio, quindi, all’assetto da SUV, per contrapporsi nuovamente di petto alla Mini, la sua rivale storica.
Basata sulla piattaforma STLA One che sarà inaugurata dalla terza generazione della Peugeot 208 il prossimo anno, quella che verrà logicamente battezzata DS N°3 potrebbe vedere la luce un anno dopo, nel corso del 2028.

IL MODELLO COMPATTO

L’accoglienza da parte del grande pubblico è stata particolarmente analizzata durante i sei giorni di esposizione del concept F3ver al Salone dell’Auto 2026, tramite un sondaggio condotto a stretto contatto con i visitatori. Da questi risultati dipenderà in parte la decisione di avviare, o meno, il processo di produzione.
Tecnologia derivata dalla futura 208
Se dovesse vedere la luce, la futura DS N°3 si affiderebbe esclusivamente a una trazione al 100% elettrica, dotando al contempo il proprio sistema di sterzo della tecnologia steer-by-wire (priva di collegamento meccanico tra il volante e le ruote) che la sua cugina di Sochaux presenterà prossimamente in anteprima all’interno del gruppo Stellantis. Non è trapelato nulla, invece, riguardo alla capacità delle batterie o alla potenza dei motori a bordo. Ma l’arrivo di una seconda generazione della 208 GTI fa sperare, a più lungo termine, nella rinascita di una variante R per la city car di DS.

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