La prossima settimana saremo a Milano per un doppio evento: la presentazione della “ATTO 2 DM-i – una Super Hybrid pronta a ridefinire il segmento dei SUV compatti – e contemporaneamente la visita al nuovo Centro BYD a Milano, in via Quadrio 17, simbolicamente posizionata – in zona Porta Garibaldi – vicino a Piazza Gae Aulenti, uno dei nomi storici di eccellenza del Design internazionale.
E non a caso una vicinanza così simbolicamente prestigiosa fa da sponda alla presenza, nella sede milanese del Marchio, anche del Centro Stile europeo: il bellissimo e moderno palazzo vetrato vicino a Porta Nuova non è solo l’Hub di servizi ed organizzazione di Rete ma anche uno dei perni globali del Design di BYD nel mondo. Condotto e supervisionato da Wolfgang Egger il punto di Milano diventa così, dopo il primissimo Centro Stile Changan a Rivoli (nella ex sede dell’Istituto I.D.E.A.) ed il Centro di Design di GAC a Torino, il terzo polo creativo per un Brando o Gruppo cinese in Italia; ed il Centro BYD è gestito da un vero e proprio mostro sacro: Egger arriva nel 1989, a solo ventisei anni, all’Alfa Romeo dove quattro anni dopo diventa Head of Design. Passa poi a SEAT e nel 2001 ritorna al Gruppo Fiat, dentro Lancia e di nuovo in Alfa Romeo.
Dal 2007 al 2015 accompagna il percorso creativo di Volkswagen (Audi, Lamborghini) e dal 2016 entra in BYD Auto, dove apprezza la forza e la velocità dell’organizzazione snella e orizzontale e la forza del Gruppo che si traduce in una estrema velocità di realizzazione di nuovi modelli. Solo sul versante Design ci sono tre Centri Studi e ben 1200 creativi e Designer nel mondo per creare lo stile di cinque Brand.
BYD a Milano, il Quartier Generale in “piccolo”
Il Centro di Via Quadrio annovera oltre 50 postazioni in Open Space ed una Virtual Room che, coadiuvando la progettazione, da un lato riduce di molto l’esigenza di modellazione fisica in 3D di maquette in materiali lavorabili perché permette di “costruire” e virtualizzare in tridimensionale ogni progetto; dall’altro lato velocizza ogni operazione di aggiornamento, modifica ed implementazione stilistica dei modelli di auto. Ma l’HeadQuarter milanese è avviamente anche il presidio elettivo dal quale BYD può gestire e ottimizzare anche il servizio sul territorio rivolto all’obbiettivo di raggiungere i cento Concessionari di vendita in Italia più un piccolo numero di Shoowroom Denza; per poi passare alla crescita della Rete di Aftersales e ad un nuovo Magazzino Ricambi in affiancamento al Centro Europeo logistico sito in Olanda.
Francamente ci fa sempre piacere incontrare e recensire un Gruppo come BYD, di cui non abbiamo avuto difficoltà a registrare l’ottimismo e la serenità con cui lo Staff dirigenziale (Alessandro Grosso e Alfredo Altavilla in primis) ha sempre presenziato nelle giornate intere di eventi svolti in Italia (eventi nei quali, ahimè incolpevoli, non siamo riusciti a fornire recensioni per almeno uno o due recenti casi ma perché semplicemente non eravamo stati invitati); e soprattutto dobbiamo ammettere che l’esempio dei Marchi e Gruppi asiatici – sempre attenti agli eventi fisici e di incontro con il pubblico potenziale – ha fatto da “detonatore” anche per un gradito ed atteso ritorno agli eventi “on the Road” dei Marchi e Gruppi europei che soprattutto nell’ultimo lustro si erano un pochino dati alla macchia quanto ad eventi su strada.
Abbiamo sempre ricordato, con piacere, la straordinaria impressione positiva e incoraggiante che ci aveva dato l’evento “ATTO 2” dello scorso anno a Torino, alle Officine, in cui a sera – dopo l’incontro con i Media – BYD aveva aperto le porte dei locali al pubblico disciplinatamente in fila per osservare e toccare con mano, lo scorso anno, la versione “full electric” del SUV medio di casa.
Certo, rimangono nella memoria le parole e le opinioni che abbiamo avuto il piacere di ascoltare da Altavilla su due condizioni esterne che si erano appalesate in almeno due occasioni: la questione dei Superdazi europei (definiti da Altavilla – a Torino – un mal di testa passeggero per BYD) e la questione del nuovo ecobonus governativo di Maggio 2025 (definito a Roma una “cagata pazzesca” in stile Corazzata Potemkin); e dunque siamo interessati a poter chiedere all’Advisor di BYD per i mercati europei quali siano le sensazioni e le opinioni di questo nuovo momento storico internazionale e normativo.
Forse l’occasione potrà essere anche utile per chiedere lumi su una fase commerciale di BYD in Cina che, a differenza del trend dell’Export, ha visto un Febbraio decisamente in calo (-41% rispetto allo stesso periodo del 2025 e meno 9% rispetto a Gennaio. Secondo l’azienda, a pesare sul risultato è stato soprattutto il Capodanno cinese, celebrato quest’anno a febbraio, che ha ridotto sensibilmente i giorni lavorativi e rallentato l’attività delle concessionarie. E sarà forse l’occasione per valutare dove effettivamente BYD è davvero incombente nel mercato auto e dove è opportuno recuperare.
BYD ATTO 2 DM-i, il SUV “Medio” Ibrido Plug In della famiglia
BYD Atto 2 DM-i ibrida plug-in è la cugina della versione Full electric (che resta in gamma) e che mantiene i punti di forza della versione Z.E. (altezza del posto guida, visibilità, maneggevolezza, e misure ragionevoli in città in relazione alla buona abitabilità interna e per i bagagli) con l’integrazione delle peculiarità tipiche della mobilità Ibrida: risposta all’ansia da autonomia, indole più conciliante per gli abitudinari dell’endotermico, e dunque una naturale estensione della Gamma ad un target più esteso e multiforme.
La versione Hybrid DM-i prevede due livelli di proposta: la Active (165 CV e una batteria da 7,8 kWh per offrire fino a 40 km dichiarati in modalità elettrica; e la Boost con accessoristica più completa e potente ( con 212 CV, batteria da 18 kWh e 90 km di percorrenza in solo elettrico prevista).
La motorizzazione è prevedibilmente il 1500 cc. 4 in linea a benzina installato anteriormente, coadiuvato dal supporto del motore elettrico.
Le dimensioni restano omologhe alla ATTO 2 Full electric, con 4,33 metri di lunghezza, 1,83 metri di larghezza, ed una altezza di 1,68 metri. Il peso dichiarato in ordine di marcia è non indifferente (1620 chili) e la capacità del serbatoio benzina è di 45 litri. La versione elettrica provata a Torino lo scorso anno si fa ricordare ancora e si è fatta apprezzare per la perfetta insonorizzazione interna e per le ottime capacità dinamiche nel traffico urbano e suburbano sabaudo.
Siamo curiosi di testare anche la Ibrida e capire quali sensazionioffirà, ma ci sentiamo decisamente fiduciosi.
Riccardo Bellumori

