DR Group e OSCA: storia il possibile futuro

Il “Primo Atto” di questa storia serve per stemperare la complicazione e la necessaria didascalia di questa storia: è Mercoledì 6 Novembre del 2024, e in un viaggio di ritorno da Milano a Bologna in treno, dopo una giornata stancante, mi addormento; nulla di strano, se non fosse che la mia destinazione era Bologna. E se non fosse che il solerte Capotreno, forse per la suggestione di un accoltellamento di un controllore su un convoglio avvenuto il giorno prima, aveva omesso di verificare che qualche immancabile rincoglionito fosse rimasto nei vagoni; e per una volta il rincoglionito di turno ero io. 

Mi ritrovai così ad essere svegliato mentre il treno, da Bologna, era ripartivo verso Imola. Preso dalla pietà e forse da un minimo di senso di colpa per avermi fatto “bucare” il mio obbiettivo di destinazione, il suddetto Capotreno chiese al macchinista di effettuare una fermata straordinaria in un luogo per me speciale: San Lazzaro di Savena, in modo da poter raggiungere più facilmente il Capoluogo.

Diviso tra la urgente ricerca di un sistema di trasporto verso la Stazione Centrale di Bologna, e il desiderio di visitare un santuario per gli appassionati di auto, optai per la seconda idea. 

Via Emilia 245, San Lazzaro di Savena: qui nel 2015 è stato inaugurato “Largo Osca Fratelli Maserati” nell’area che dal 1954 ha ospitato i circa 5.000 metri quadri degli impianti (officina, ufficio progetti, reparto carrozzeria, laboratori di Prova e banco, uffici amministrativi) sormontati dalla iscrizione sulla facciata “Fratelli Maserati Automobili O.S.C.A.”.

Esattamente 40 anni prima di quel 1954 tre dei sei fratelli Maserati (Alfieri, Ettore ed Ernesto) avevano fondato a Bologna – in pieno Centro Storico, a Vicolo de’ Pepoli 1/A – la propria Officina. Era il Primo Dicembre del 1914. 

Oggi quello spazio a San Lazzaro di Savena è un classico, ennesimo, ripetitivo e fin troppo “plasticoso” atto di autoerotismo urbanistico dei soliti nuovi Architetti con “panchine”, alberi e visitatori forse inconsapevoli di dove stanno camminando. Perché di “O.S.C.A.” qui non ho respirato neppure un accenno di ricordo o di iconografia.

Nulla più, invece, della struttura industriale sulla Via Emilia dentro cui si era insediato per anni un distributore di materiali edili; di Vicolo de’Pepoli a Bologna non esiste più neppure il “Vicolo” (oggi è Via de Pepoli, dove al numero 1A il Comune ha posto una targa commemorativa); il che, unito alla demolizione nel 2016 della vecchia palazzina in mattoni di Via Emilia Levante nel rione di Pontevecchio (frazione Alemanni, poco fuori Porta Mazzini, alla periferia di Bologna) dove i fratelli si erano trasferiti, aumenta oggi il senso di desolazione e perdita storica. 

La O.S.C.A. a San Lazzaro di Savena: la nuova Dea di provincia

A Pontevecchio, infatti, nel 1926 – esattamente un secolo fa – era nata la Maserati “Tipo 26”, la prima vera figlia del Tridente; mentre a San Lazzaro di Savena, tra il 1954 ed il 1968, si apre il nuovo capitolo dell’avventura dei Maserati quando il rapporto tra loro e la nuova proprietà di Adolfo Orsi finisce ai ferri corti costringendoli a cedere tutte le quote residue di “Maserati” per fondare le “Officine Specializzate Costruzione Automobili – O.S.C.A.” cui faranno seguito anni di imprese straordinarie, come le vittorie di Sebring e di Le Mans.

Ma anche anni di sacrifici ed impegni economici sempre meno sostenibili da tre fratelli sempre più anziani: ecco perché alla fine del 1963 Ernesto, Bindo ed Ettore Maserati cedono la O.S.C.A. alla MV Agusta sfornando la vera ultima vera auto del Marchio: la “1600 SP” cioè “Sperimentale”, una berlinetta chiusa aerodinamica. 

La gestione successiva di MV non dimostra grande affinità con l’intuizione dei fratelli Maserati, e l’imbarazzante canto del cigno della “Fiat OSCA Testa – Rossa” (che al di là del nome evocativo rappresenta un aristocratico “Tuning” della popolarissima Fiat “600”) chiude l’avventura di O.S.C.A. nel 1967 con la cessione dello Stabilimento alla Campagnolo. 

I tre fratelli usciti dal Marchio di San Lazzaro sopravvivono alla fine della loro creatura: Ernesto, Bindo ed Ettore scompaiono tra il 1975 ed il 1990; da Ernesto nasce, nel 1938, Alfieri Secondo, che diventa Ingegnere, collabora nelle ultime fasi della “O.S.C.A” prima della cessione alla MV e diventa successivamente il riferimento storico e culturale per la storia di Maserati. 

Ed arriviamo al secondo atto di questa cronistoria, che in verità è il primo rispetto alla premessa che ho fatto prima. 

Siamo nel 19 Settembre del 2022, ed il 31 Gennaio dello stesso anno Alfieri Secondo Maserati è scomparso: Massimo Di Risio, il titolare dell’universo DR Group, rileva dalla famiglia Maserati i diritti per il Marchio Osca. 

2022: la Famiglia Maserati cede i diritti di O.S.C.A. a Massimo Di Risio

In particolare, riferiscono le note di Agenzia del periodo, la grande performance commerciale ed imprenditoriale del Gruppo ha convinto la famiglia Maserati a credere in Di Risio cedendogli i diritti di uno dei Marchi sportivi storici italiani più significativi della storia del motore tricolore. 

A definire il passaggio dei diritti di Osca è colei che alla data ne risulta titolare: si tratta di Fabia Maserati, figlia dell’Ingegner Alfieri Maserati e nipote di Ernesto; e la stessa Fabia – che ha ricevuto per asse ereditario tali diritti – detiene comunque per se’il titolo di utilizzo commerciale del Marchio “O.S.C.A. Jeweles” con cui la stessa propone linee di gioielli ed orologi.

A supportare e gestire la delicata e complessa operazione di cessione dei diritti è lo Studio Torinese FVA (Frignani, Virani & Associati) LAW : composto da un gruppo di giovani professionisti uniti dall’entusiasmo e dalla passione, che hanno negli anni maturato una solida esperienza professionale, lo studio fornisce un’ampia gamma di servizi legali connessi al diritto civile e commerciale, rivolti principalmente al mondo dell’impresa e capaci di soddisfare le esigenze sia di clienti nazionali che internazionali. 

Tra gli esperti legali di FVA LAW coinvolti nella consulenza relativa alla cessione del Marchio O.S.C.A. ci sono Paolo Virani(già docente al Master in Open Innovation and Intellectual Property all’Università SAA di Torino ed alla LUISS Business School) e Dario Paschetta, che ha maturato una particolare esperienza nell’assistenza giudiziale e stragiudiziale di imprese nazionali ed internazionali e centri di ricerca in materia di antitrust, proprietà industriale, con focus sulla contrattualistica.

Ulteriore supporto e Know How in tema di Registrazioni e Marchi è lo Studio Interpatent S.r.l. attivo a Torino fin dal 1927 ed abilitato alla rappresentanza professionale all’Ufficio Brevetti e Marchi italiano (UIBM), all’Ufficio Brevetti Europeo (EPO), all’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale per i marchi dell’Unione Europea e i disegni comunitari di Alicante (EUIPO).

Le fonti informative e le Agenzie, a vario titolo ed in diversi comunicati, parlano di un Marchio “O.S.C.A.” dormiente dal 1967 fino ai giorni nostri. 

In realtà non è proprio così: nel 1998 una collaborazione tra Luca Zagato, l’imprenditore giapponese Shozo Fujita e la “Autech” aveva dato vita alla “OSCA 2500 Gt Dromos”, esemplare unico che fu realizzato fisicamente dalla Carrozzeria Touring Superleggera che il figlio del fondatore, Carlo Felice “Bici” Bianchi Anderloni aveva rifondato nel 1988 dopo il primo fallimento e relativa chiusura.

1998, nasce O.S.C.A. Dromos, atto unico

Deceduto nel 2003, Bianchi Anderloni non riuscì purtroppo a vedere la realizzazione pratica di questa concept. Oggi, curiosamente, la Carrozzeria che detiene anche un Registro Storico dove sono registrate le due uniche OSCA realizzate da lei (la 1600 e la 1050) è ancora attiva a Rivalta (Torino) ed a  Milanoe si occupa di servizi di restauro, progettazione e prototipazione a supporto dei Costruttori. Già, prototipi e linee costruttive: ma come sarà la nuova “O.S.C.A.”? 

Beh, qui arriviamo troppo presto. Indicazioni di massima da parte di Di Risio ve ne sono state, ma riferite in genere al recupero e rispetto delle radici sportive ed alla italianità del prodotto: nulla di più, di diverso o di nuovo rispetto a quello che, mi sia consentito, chiunque avrebbe pronunciato al posto dell’imprenditore molisano riguardo a questo Marchio. E però sapere “chi sarà” la prossima futura O.S.C.A. non è del tutto secondario, per tanti motivi e tutti ragionevoli.

Il primo è, senza dubbio, il rispetto delle radici storiche e del patrimonio dei Marchi di auto nazionali del passato: ATS, Ermini, Bandini, Cisitalia, Isotta Fraschini, De Tomaso sono alcuni dei nomi che nel corso di diversi tentativi di rinascita sono incappati o temporaneamente o pesantemente in difficoltà estreme; segno che il semplice richiamo ed il fascino del passato sono condizioni necessarie ma non sufficienti per garantire il successo di operazioni di rinascita. 

Il problema è sempre lo stesso: il Marchio storico sublima, i ricordi suggestionano, la curiosità affascina, ma alla fine il rischio di conflitto tra la dimensione evocativa di un lontano passato e l’esigenza attuale di riposizionamento possono condurre a fatali cortocircuiti; nulla puo’ consentire alla nuova “O.S.C.A.” di esulare a priori da questo rischio.

 

Poi c’è il problema “investimento”: chiedere a BMW e Volkswagen lumi relativamente al rilancio di “Mini” e di “Bugatti”: il prodotto storico, riportato nella contemporaneità con i canoni e la “allure” che lo circondava nel passato, costa sempre un sacco di soldi. 

 

Ed infine c’è il concetto del “Transfert identitario”: cioè il nuovo potenziale Cliente del Marchio storico rilanciato deve poter misurare una correlazione strettissima con la nuova realtà industriale protagonista del rilancio stesso. 

Nasce Jarama Srl e viene acquisito il polo di Anagni

Certo, vi sono delle eccezioni anche per chi come me era scettico al riguardo: l’operazione di “MG” realizzatasi nelle ottime performances di vendita, nonostante la proposta di modelli e concetti che con il prodotto storico non c’entrano nulla, dimostra che nella vendita nulla può darsi per scontato. 

Arriviamo nel 2025: il 31 Luglio Massimo Di Risio, già titolare di “DR Group” registra la Ragione Sociale “Jarama S.r.l.” con Sede Legale in Zona Industriale di Macchia d’Isernia, in Molise, ed apre un Website dedicato (www.osca-automobili.it) al rilancio del Marchio Storico. 

La “Jarama Srl” ha per oggetto, tra le altre attivita’ quelle di:

“Fabbricazione di prodotti di gomma e materie plastiche; progettazione, costruzione e assemblaggio di autoveicoli, motocicli, biciclette, roulottes, campers, imbarcazioni, autocarri, rimorchi”

“Esercizio del commercio, all’ingrosso e al minuto, sia sul territorio italiano che in qualsiasi altro paese del mondo (import-export), di autoveicoli nuovi ed usati per il trasporto di persone e cose, di cicli e motocicli, moto nautica, veicoli industriali ed in generale tutti i mezzi a motore e tutti i prodotti, accessori e servizi che hanno direttamente e/o indirettamente un rapporto con i veicoli ed i mezzi stessi, compreso i loro sottosistemi, componenti ed accessori anche mediante assunzione di mandati, di commissioni, concessioni, rappresentanze e partecipazioni”; 

“Gestione di officine meccaniche e di carrozzerie per ricondizionamento, riparazione, assistenza di automezzi in genere, compreso il montaggio di ganci traino, impianti gpl e/o metano, montaggio di autoradio, riparazione di gomme e di parti elettriche, nonche’ il commercio di ricambi, lubrificanti, pneumatici, auto accessori e carburanti, l’installazione e la gestione di stazioni di servizio e di stazioni di lavaggio”; 

“Noleggio, subnoleggio, locazione con o senza conducente, di autoveicoli commerciali ed industriali, ciclomotori, biciclette, roulottes, campers, imbarcazioni, autocarri, rimorchi”;

“Servizi relativi alle immatricolazioni ed alle omologazioni delle autovetture ed in generale il disbrigo di pratiche automobilistiche”; 

“l’attivita’ di logistica ed outsourcing”; 

“Gestione di strutture specializzate ad elevato contenuto di automazione per il deposito, il picking, l’imballaggio, l’etichettatura, la preparazione ordini e la spedizione di merci e semilavorati per conto terzi e conto proprio, sia in italia che all’estero; 

“Gestione anche informatizzata, di piazzali adibiti al deposito, intermedio e finale, di autoveicoli, motoveicoli, veicoli industriali, veicoli commerciali, caravan e fuoristrada nonche’ la gestione della preparazione ordini e della spedizione al cliente finale; 

“Controllo qualitativo e quantitativo delle merci in entrata e in uscita in base a specifiche tecniche fornite dalla committenza; 

“Produzione e vendita di energia ricavata da fonti rinnovabili a privati e aziende sia pubbliche che private con operazioni di qualsiasi genere nel settore dei servizi energetici integrati anche in via non esclusiva; 

“Progettazione, costruzione, manutenzione e gestione di impianti per la produzione, trasformazione e distribuzione di energia elettrica, da fonti rinnovabili e non, completi di opere edili”; 

“Vendita ed acquisto di impianti per la produzione di energia – attivita’ connesse con le precedenti o ad esse strumentali e funzionali”; 

“Attivita’ di formazione professionale, ricerca e sviluppo nei settori rientranti nell’oggetto sociale; 

“i servizi alle imprese e promo-pubblicitari”. 

La seguente didascalia si ricava dalla pubblicità dei siti di informazioni societarie e commerciali. 

E mi sembrava giusto, nella descrizione puntuale delle diverse fasi di questo resoconto, condividere anche informazioni che potrebbero sembrare da addetti ai lavori ma che è opportuno conoscere. 

Ma cosa c’entra nella vicenda di “O.S.C.A.” questa nuova denominazione societaria, “Jarama Srl”? Per ora poco, visto che nessuna dichiarazione della proprietà di “DR Group” ha formalizzato o detto perentoriamente che O.S.C.A. sia o sarà un Marchio legato a Jarama. 

Tengo a precisare: sono fonti sporadiche presenti sul Web che presumono o indicano un legame tra la nuova “Jarama Srl” ed il progetto O.S.C.A.; ma io, in mancanza di conferme, intendo riferirmi a questa Società solo per una questione: l’acquisto degli impianti ad Anagni.

E parliamo dunque di questa nuova situazione, apertasi poco più di un anno fa: tra il 2022 (acquisizione dei diritti di O.S.C.A.) e la nascita di Jarama Srl accadono due cose importanti; a Novembre 2025 Di Risio dichiara pubblicamente che il target produttivo del Gruppo DR in termini di volumi vuole tendere entro il 2027 ai 50.000 pezzi all’anno, con la valorizzazione anche del Marchio “O.S.C.A.” (oltre a quello di Itala che viene acquisito a sua volta da Di Risio, ma di cui parleremo in caso in un altro prossimo frangente). 

I volumi preannunciati dall’imprenditore molisano sono ambiziosi e ovviamente richiedono supporti strumentali e “spazi” nuovi oltre che investimenti. 

Sul tema di nuovi spazi Di Risio prevede la realizzazione di una nuova struttura produttiva a Macchia d’Isernia, ma non solo; si interessa anche ad un sito presente nel basso Lazio e fortemente in stato di crisi: lo Stabilimento “Saxa Gres” di Anagni. Ecco, questa si che è una operazione riferibile direttamente alla “Jarama Srl”. 

 

Di cosa parliamo? Lo scorso 8 Agosto 2025, presso la sede del “Mimit” a Via Veneto, viene comunicato il “closing” di accordo per il quale la Saxa Gres cede alla DR Automobiles l’impianto di Anagni, nel corso di un summit al quale hanno partecipato le società, la Regione Lazio, la Regione Umbria, gli enti locali interessati e le organizzazioni sindacali e datoriali.

Siete curiosi di sapere tutto il resto di questa storia? Anche noi. Alla prossima, dunque.

(Fine I° Parte)

Riccardo Bellumori

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