È difficile credere che siano passati 20 anni dal debutto della Bugatti Veyron, che concluse il suo notoriamente lungo sviluppo conquistando il titolo di auto di serie più veloce al mondo con una velocità massima impressionante di 407 km/h. La si ami o la si odi, è impossibile negare l’enorme influenza che la Bug ha avuto sull’industria, oltre ad aver dato vita a una dinastia di macchine velocissime provenienti da Molsheim.
Bugatti ha ora resuscitato la Veyron con la FKP Hommage, un nome che rende omaggio al compianto architetto della hypercar originale: il leggendario ex presidente del Gruppo Volkswagen Ferdinand Piëch. Se quelle iniziali suonano familiari (la K sta per Karl, se te lo stai chiedendo), è perché erano già state utilizzate qualche anno fa per un’altra supercar celebrativa: la Lamborghini Sián FKP 37.
Ingegnere nel cuore, Piëch fu determinante nel portare a compimento la sua creatura, dallo schizzare il formato del motore W (mentre era su un treno proiettile in Giappone, naturalmente) al decretare che l’auto dovesse superare i 1.000 CV, essere capace di oltre 400 km/h, avere la trazione integrale ed essere abbastanza raffinata “da arrivare all’opera in smoking o in abito da sera”, ha dichiarato il direttore generale di Bugatti Hendrik Malinowski.

DATI TECNICI E MOTORI
Ci volle molto più tempo del previsto e inghiottì somme di denaro enormi, ma la Veyron mantenne tutte le promesse, grazie a un mostruoso W16 quad-turbo da 8,0 litri capace di 1.001 CV e 1.250 Nm di coppia, abbinato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti. Sorprendentemente, riusciva a fare tutto questo nel massimo comfort, coccolando i due occupanti in un abitacolo rivestito in morbida pelle.
Ricreare l’impatto dell’originale non è un’impresa da poco, ma è esattamente ciò che un cliente immensamente facoltoso ha chiesto al Bugatti Programme Solitaire – il reparto esclusivo di carrozzeria e personalizzazione, già autore della Brouillard – di fare con la FKP Hommage. Il risultato è un esemplare unico che prende l’iconico design ispirato al Bauhaus di Jozef Kabaň e lo trascina, a forza, nel mondo moderno.
Costruita sulla base della Chiron, la FKP Hommage conserva tutti i tratti distintivi della sua antenata spirituale: il profilo arretrato dell’abitacolo, la linea di cintura che scende dolcemente, le prese d’aria arrotondate dietro le porte e la striscia cromata che corre dalla base dei montanti A fino al posteriore, insieme a molti altri dettagli immediatamente riconoscibili. Persino le maniglie delle porte sono state fedelmente ricreate.
Le linee, però, sono più definite – come la nervatura sopra i parafanghi anteriori – e l’intero design è stato accuratamente allungato per adattarsi alla piattaforma più grande. La caratteristica griglia a ferro di cavallo è stata ingrandita e resa più tridimensionale; ricavata da un unico blocco di alluminio, sporge con decisione dal frontale, conferendo una presenza su strada molto più marcata.
Altri elementi dell’auto sono stati modernizzati affinché la FKP Hommage sembri perfettamente a suo agio nel 2026. Le varie aperture sono state ampliate per alimentare e raffreddare il motore più potente – su cui torneremo tra poco. I fari adottano la più recente tecnologia LED, con luci diurne a forma di L all’anteriore e un design “a tunnel” per i quattro fanali posteriori.
I cerchi riprendono il design multirazze dei “Machiavelli” originali della Veyron, ma con scolpiture più profonde e dimensioni maggiorate: 20 pollici davanti e 21 dietro. La caratteristica più importante, però, è che il vano motore rimane aperto, rivelando il propulsore potenziato della Chiron Super Sport. Con turbocompressori più grandi, intercooler migliorati, sistemi di raffreddamento aggiornati e un cambio rinforzato, ora eroga ben 1.600 CV – il che significa che supererà facilmente la velocità massima della Veyron.
Anche la caratteristica verniciatura bicolore nero e rosso è stata reinterpretata per la FKP Hommage. Il profondo rosso cremisi nasce da uno strato base in alluminio argentato, ricoperto da una vernice trasparente con tonalità rossa per maggiore profondità e brillantezza. Quanto al “nero”, si tratta in realtà di fibra di carbonio a vista con un pigmento nero al 10%, così che la trama sorprenda gli osservatori più attenti.

INTERNI E FINITURE
All’interno, la FKP Hommage è altrettanto raffinata, continuando a reinterpretare la Veyron in modi sorprendenti. La console centrale a ferro di cavallo ritorna, ma con le manopole del climatizzatore disposte verticalmente come sulla Chiron e una finitura “engine-turned” – una tecnica che si dice sia stata presa in prestito dai motori a otto cilindri in linea di Ettore Bugatti. Anche il lungo tunnel della trasmissione è stato ricavato da un blocco di alluminio massiccio.
Il volante rotondo è un altro piacevole ritorno al passato, mentre sempre più costruttori adottano cerchi piatti sopra e sotto. Come nell’originale, l’intero abitacolo è rivestito in pelle color cuoio, fatta eccezione per il tessuto a motivo intricato in stile Hermès utilizzato sui sedili, tessuto su misura a Parigi.
Il vero gioiello dell’abitacolo si trova sopra la console centrale: un “orologio” Audemars Piguet Royal Oak Tourbillon da 41 mm (che non ha nulla a che vedere con l’ultima hypercar Bugatti). Questo orologio meccanico non è collegato all’auto in alcun modo: per caricarlo, la “gondola” su cui è montato ruota più volte al secondo, e continuerà a farlo anche a vettura spenta per mantenere l’ora.
Considerando che uno di questi – quello da polso, ovviamente – oggi supera il milione di euro sul mercato dell’usato, non sorprende che anche il resto dell’auto non sia economico. Un portavoce ha dichiarato ad Autocar che la FKP Hommage è costata al proprietario oltre 10 milioni di euro.

