Vincitore del Dakar per quattordici volte, di cui otto in auto, Stéphane Peterhansel torna al via del mitico rally‑raid al volante del nuovo Land Rover Defender Dakar D7X‑R. Una sfida che affronta nella nuova categoria Stock, più vicina ai veicoli di serie rispetto alla Ultimate.
Dopo aver saltato l’edizione 2025, Stéphane Peterhansel torna al via del Dakar 2026 al volante del Land Rover Defender Dakar D7X‑R.
La 48ª edizione del rally Dakar si svolge in Arabia Saudita dal 3 al 17 gennaio 2026, con un percorso impegnativo di 7.994 km, di cui 4.901 km di prove speciali. Dopo un’assenza molto notata nel 2025, Stéphane Peterhansel partecipa al rally‑raid più estremo al mondo, affiancato dal copilota Mika Metge, alla guida del nuovo Land Rover Defender Dakar D7X‑R. Focus su questa vettura dalle caratteristiche molto vicine al modello di serie, come richiesto dalla nuova categoria Stock, introdotta quest’anno nell’ambito del Campionato del Mondo Rally‑Raid (W2RC).

IL MODELLO ESCLUSIVO
Per progettare il suo Defender Dakar D7X‑R, Land Rover è partito dal Defender Octa, la versione più performante mai costruita dal marchio britannico. La carrozzeria è stata ridisegnata sia all’anteriore sia al posteriore per migliorare gli angoli d’attacco e d’uscita, già ottimizzati da un’altezza da terra aumentata. I passaruota, già pronunciati sul modello di serie, sono stati ampliati per accogliere carreggiate allargate di 60 mm e conferire un aspetto ancora più deciso. I pannelli porta sono stati modificati e sono state aggiunte pedane per integrare una protezione inferiore estesa, pensata per resistere agli impatti estremi previsti in gara.
Il Land Rover Defender Dakar D7X‑R sfoggia una livrea grezza ispirata ai colori e alle texture del deserto. Un elemento chiave del suo design, chiamato “Geopalette”, che trae ispirazione dai paesaggi aridi tipici del Dakar. Combina tonalità sabbia, pietra e terra, arricchite da un tocco di turchese evocativo dei rari punti d’acqua, che dona contrasto e luminosità all’insieme.
Il Defender Dakar D7X‑R è stato progettato attorno al design “Geopalette”, ispirato ai paesaggi tipici del Dakar.

Come il Defender Octa, il Defender Dakar D7X‑R è assemblato nello stabilimento di Nitra, in Slovacchia. Per rispettare i requisiti della categoria Stock, la struttura della carrozzeria rimane identica a quella del modello di serie. Il 4×4 da competizione mantiene quindi l’architettura della scocca, il cambio a otto rapporti e il V8 4.4 biturbo da 635 CV del Defender Octa. Sebbene sia stato necessario installare un restrittore di aspirazione per limitare la potenza e rispettare il regolamento della categoria Stock, numerosi miglioramenti sono stati apportati per affrontare le condizioni estreme del deserto.
Il sistema di raffreddamento è stato profondamente ottimizzato. Il cofano è stato ridisegnato e il frontale presenta una superficie maggiore per massimizzare il flusso d’aria attraverso la griglia. Un unico radiatore di grandi dimensioni sostituisce i tre presenti sul modello di serie, mentre quattro ventole da 12 V aumentano il flusso d’aria per garantire un raffreddamento efficace anche a velocità moderate.
Conformemente alla nuova categoria Stock, il Defender Dakar D7X‑R mantiene l’architettura della scocca, il cambio a otto rapporti e il V8 4.4 biturbo del Defender Octa di serie, beneficiando però di numerosi miglioramenti, in particolare al sistema di raffreddamento.
Un filtro antiparticolato è stato installato nelle prese d’aria per impedire l’ingresso della sabbia. Sul tetto sono stati aggiunti fari supplementari, mentre il veicolo dispone di un impianto frenante specifico da rally con dischi ventilati e pinze a sei pistoncini all’anteriore (quattro al posteriore). L’elettronica del Defender Dakar D7X‑R è gestita da un’unica centralina dedicata al motorsport per ottimizzare l’affidabilità in condizioni estreme, con tarature “racing” sviluppate internamente.
È stata inoltre introdotta una nuova funzione “Flight Mode”, che regola automaticamente la distribuzione della coppia alle ruote quando l’auto si stacca dal suolo, garantendo un atterraggio fluido e proteggendo la trasmissione. L’abitacolo è dotato di sedili a guscio con cinture a sei punti, un sistema di navigazione conforme alle normative FIA, un head‑up display che indica velocità e direzione, e un cruscotto speciale da competizione configurabile dal pilota.

