La nuova Renault Symbioz E-Tech porta su strada un interessante motore Full hybrid da 160 CV. Ho guidato la Symbioz più sportiva della gamma per capire se la compatta di famiglia di Renault riesce a essere anche l’ibrida più economica da gestire
Mille chilometri con un solo pieno non sono un’esagerazione da brochure: è l’autonomia che Renault dichiara per la Symbioz full hybrid, e basta il dato per capire a chi si rivolge. Non a chi cerca il brivido, ma a chi fa i conti a fine mese e vuole un’auto spaziosa, automatica e capace di restare in elettrico in città. Ho guidato la versione più completa dal lato estetico, l’Esprit Alpine con il motore E-Tech full hybrid da 160 CV, per capire se questa crossover compatta, parente stretta della Captur, ha le carte per convincere chi guarda soprattutto ai consumi, senza rinunciare a un po’ di stile.
Dettagli estetici
La Renault Symbioz è lunga circa 441 centimetri, quindi qualche centimetro più della Captur con cui condivide la base, e questo si traduce in un profilo più allungato e in una coda più slanciata. Il frontale riprende la firma luminosa di Renault, con fari Full LED, mentre sul fianco la linea è pulita, senza dettagli superflui. La Esprit Alpine aggiunge cerchi in lega da 19 pollici con finitura diamantata, un badge dedicato sul fianco e sellerie in tessuto specifico: elementi che le danno un’aria più sportiva senza trasformarla in un’auto aggressiva.
Dentro l’impostazione è quella tipica di Renault: plancia ordinata, schermi ben integrati e una buona qualità di assemblaggio, con qualche plastica rigida nei punti meno in vista.
Lo spazio è il vero punto di forza. La panca posteriore scorre di 16 centimetri, così si sceglie se privilegiare le gambe di chi sta dietro o il bagagliaio. Con la panca arretrata il vano parte da 492 litri e sale fino a 624 con la panca avanzata, mentre ribaltando i sedili si arriva a 1.582 litri. Numeri da segmento superiore, che aiutano molto chi usa l’auto in famiglia.
Motore e prova su strada
Il sistema E-Tech full hybrid unisce un quattro cilindri 1.8 a benzina da 1.793 cc a due motori elettrici e a un cambio automatico di tipo eCVT, con la trazione sull’asse anteriore. La potenza combinata è di 160 CV (118 kW). Le prestazioni dichiarate sono 0-100 km/h in 9,1 secondi e 180 km/h di velocità massima, con un peso in ordine di marcia di circa 1.400-1.450 chili, a seconda della fonte. Sono dati onesti per una crossover pensata per la famiglia, non per i duelli sul passo di montagna.
Il punto di forza è la gestione dell’energia. In città la Symbioz si muove spesso in modalità elettrica, con il termico che entra solo quando serve, e il passaggio da una modalità all’altra è praticamente impercettibile. La guida resta rilassata: ho preferito la modalità Comfort, perché Sport non cambia davvero il carattere dell’auto, dato che il cambio non nasce per un uso sportivo. Spingendo sull’acceleratore il motore termico sale di giri e si fa sentire, con il tipico effetto elastico dell’eCVT, mentre la stabilità resta buona nonostante le dimensioni.
I consumi dichiarati sono di circa 4,3 litri ogni 100 chilometri (circa 23 km/l). Nell’uso reale con una guida mediamente attenta la mia media nel circuito misto è stata di 5,3 l/100 km quindi circa 19km/l.
Tecnologie interne e ADAS
A bordo c’è il sistema openR link con touchscreen da 10,4 pollici, affiancato da un quadro strumenti digitale da 10,3 pollici. Il sistema è reattivo, la grafica è chiara e i servizi connessi funzionano bene. In dotazione ci sono anche il caricatore a induzione per lo smartphone, il climatizzatore automatico, l’accesso senza chiave e il volante riscaldabile. Il limite è quello di molte auto recenti: tanti comandi passano dallo schermo, climatizzazione compresa, e avrei preferito qualche tasto fisico in più.
Sul fronte della sicurezza la Symbioz è ben equipaggiata. Di serie ci sono la frenata d’emergenza con riconoscimento di pedoni, ciclisti e veicoli, il cruise control adattivo, il mantenimento di corsia, il riconoscimento dei segnali stradali, l’avviso di stanchezza del conducente, la telecamera posteriore e i sensori di parcheggio su tutti i lati. Utile il tasto “My Safety Switch”, che permette di attivare o disattivare in un solo gesto alcuni assistenti alla guida. Il livello di assistenza è il secondo, quindi adatto a un viaggio in autostrada, ma da non confondere con una guida autonoma.
Scheda in breve
– Motore: 1.8 benzina full hybrid con due motori elettrici, 1.793 cc
– Potenza combinata: 160 CV (118 kW)
– Cambio: automatico eCVT, trazione anteriore
– 0-100 km/h: 9,1 secondi
– Velocità massima: 180 km/h
– Consumo nella mia prova: circa 5,3 l/100 km (circa 19 km/l)
– Dimensioni: circa 441 x 180 x 158 cm
– Serbatoio: 48 litri
– Bagagliaio: 492-624 litri (panca scorrevole di 16 cm), fino a 1.582 litri
– Cerchi: 19 pollici
Pro e contro
Pro
- Consumi molto bassi e autonomia dichiarata oltre i 1.100 km
- Marcia in elettrico frequente in città, con passaggi fluidi tra le modalità
- Bagagliaio da 492 a 624 litri e panca posteriore scorrevole
- Dotazione ricca di serie, con openR link e ADAS completi
- Stile sportivo e curato nell’allestimento Esprit Alpine
Contro
- Visibilità posteriore limitata
- Prestazioni ordinate, con 0-100 in 9,1 secondi, ma senza carattere sportivo
- Satellite dietro al volante per la gestione dei media
- Qualche plastica rigida in abitacolo
La Renault Symbioz E-Tech 160 CV Esprit Alpine non è un’auto che cerca di emozionare: è una crossover pensata per fare tanti chilometri con poca spesa, con un abitacolo spazioso e una dotazione completa. Chi cerca un guida sportiva troverà il carattere un po’ pacato, mentre chi guarda ai costi di gestione difficilmente resterà deluso. Voi la scegliereste con l’allestimento Esprit Alpine, o vi basterebbe una versione più semplice per risparmiare qualche migliaio di euro?

