Mild hybrid, cambio DSG a sette rapporti e una dotazione che alla Style fa già quasi tutto: ho guidato la T-Roc più sensata della gamma per capire se 37.500 euro sono un prezzo da Volkswagen o un conto da premium
Nessuna rivoluzione, nessun effetto speciale: la T-Roc è l’auto che metà dei vostri colleghi potrebbe guidare senza accorgersi di averla scelta per una ragione precisa. Eppure è proprio questa normalità a farne una delle crossover compatte più vendute in Europa, e la seconda generazione, arrivata nel 2026 con interni rifatti e un nuovo sistema operativo, prova a tenere il punto senza cambiare ricetta. Ho guidato la versione che molti configuratori mettono in cima alla lista: motore 1.5 mild hybrid da 115 CV, cambio automatico e allestimento Style. Ho voluto capire se, a quasi 38.000 euro, la T-Roc convince ancora o se il marchio di Wolfsburg chiede ormai più di quello che dà.
Dettagli estetici
La nuova T-Roc è lunga circa 437 centimetri, larga 182 e alta 157, con un passo di 263 centimetri. Le proporzioni restano quelle di una crossover compatta, ma il design è più pulito e più maturo rispetto alla prima serie. Il frontale ha una firma luminosa rinnovata, con fari IQ.light LED Performance, e il posteriore adotta fanali 3D con un disegno a “boomerang” che regala una certa personalità senza strafare. I cerchi in lega da 18 pollici dell’allestimento Style riempiono bene i passaruota e danno alla vettura un aspetto più solido di quello che farebbero immaginare i 115 CV.
Dentro la qualità percepita è di buon livello: le plastiche sono gradevoli al tatto nei punti in cui si poggia la mano, il volante multifunzione è in pelle e riscaldabile e la plancia è più ordinata di prima, anche perché la leva del cambio è passata dietro il volante e libera spazio sulla console. Il sedile del conducente si regola in 14 modi, con supporto lombare elettrico, e i sedili anteriori sono riscaldabili. La luce ambiente ha 30 tonalità, e il climatizzatore automatico lavora su tre zone. Dietro lo spazio per le gambe è buono, mentre l’altezza resta nella media. Il bagagliaio parte da circa 475 litri e arriva a 1.350 con i sedili posteriori ribaltati, valori in crescita rispetto alla generazione precedente.
Motore e prova su strada
Sotto il cofano c’è il quattro cilindri 1.5 TSI da 1.498 cc, abbinato a un sistema mild hybrid a 48 Volt che porta la potenza a 115 CV (85 kW). La trazione è anteriore e il cambio è un DSG a sette rapporti, di serie su tutta la gamma. Le prestazioni dichiarate raccontano un’auto equilibrata più che brillante: 0-100 km/h in 10,6 secondi e 196 km/h di velocità massima, con un peso in ordine di marcia di circa 1.465 chili. Non sono numeri che fanno battere il cuore, ma il motore è adatto a quello che deve fare.
Va chiarito un punto: l’ibrido leggero non è un’ibrida plug-in e non si guida in elettrico. Il sistema a 48 Volt serve ad alleggerire il lavoro del termico, a recuperare energia in frenata e a spegnere il motore quando si veleggia, e il risultato si nota più sui consumi che sulla spinta. Il cambio DSG lavora in modo fluido e il motore risponde con un carattere deciso, ma l’auto non nasconde i 115 CV quando si carica di passeggeri e bagagli o si affronta una salita in autostrada. In quel caso conviene dare un po’ più di confidenza all’acceleratore, e in velocità si sentono rumore e qualche vibrazione del motore. A compensare c’è un assetto comodo e una guida facile da gestire in ogni situazione: lo sterzo è preciso senza essere nervoso e la T-Roc si dimostra stabile e prevedibile anche quando si alza il ritmo. Per i consumi i dati ufficiali della famiglia 1.5 eTSI parlano di circa 5,5-6 litri ogni 100 chilometri, un valore che nell’uso reale tende a salire sui percorsi autostradali.
Tecnologie interne e ADAS
Il salto più evidente rispetto alla vecchia T-Roc è la plancia digitale. Davanti al guidatore c’è un Digital Cockpit da 10,25 pollici personalizzabile, mentre al centro troviamo uno schermo touch da 12,9 pollici con il nuovo sistema operativo Volkswagen, che risponde bene ai tocchi. Apple CarPlay e Android Auto funzionano in modalità wireless e c’è la ricarica a induzione per lo smartphone, oltre a quattro porte USB-C, due davanti e due dietro. Il difetto è quello che ormai accomuna molte auto del gruppo: tanti comandi passano dallo schermo, climatizzazione compresa, e ci vuole un po’ di abitudine per trovare subito la funzione giusta senza distrarsi.
Anche sul fronte della sicurezza la Style è ben equipaggiata. Di serie ci sono il cruise control adattivo predittivo, il Front Assist con frenata d’emergenza e riconoscimento di pedoni e ciclisti, il Lane Assist, il riconoscimento dei segnali stradali, il Park Assist Plus e la telecamera posteriore. Il pacchetto è completo per una vettura di questa fascia, e i sistemi intervengono in modo discreto. Chi vuole di più, per esempio il monitoraggio dell’angolo cieco con avviso di traffico posteriore, deve controllare nel dettaglio la lista degli accessori, perché le informazioni sulla dotazione di serie cambiano a seconda della fonte.
Scheda in breve — Volkswagen T-Roc 1.5 eTSI 115 CV Style
– Motore: 1.5 TSI 4 cilindri, mild hybrid 48V, 1.498 cc
– Potenza: 115 CV (85 kW)
– Cambio: automatico DSG a 7 rapporti, trazione anteriore
– 0-100 km/h: 10,6 secondi
– Velocità massima: 196 km/h
Consumo reale: circa 6 l/100 km
– Peso in ordine di marcia: 1.465 kg
Serbatoio: 50 litri
– Bagagliaio: circa 475-1.350 litri
– Cerchi: 18 pollici
Pro e contro
Pro
- Dotazione di serie ricca già alla Style, dal Digital Cockpit al cruise control adattivo
- Cambio DSG fluido e guida facile e prevedibile
- Qualità percepita in crescita e plancia più ordinata
- Bagagliaio generoso per la categoria, fino a 1.350 litri
- Assetto comodo e buon equilibrio tra città e viaggio
Contro
- Impostazione covata al comfort prestazioni che non esaltano
- Quasi tutti i comandi passano dallo schermo, climatizzazione compresa
- Visibilità posteriore estremamente limitata sono fondamentali le telecamere
La Volkswagen T-Roc 1.5 eTSI 115 CV Style non punta a stupire: costruisce la sua proposta su equilibrio, comfort e una dotazione completa, e per chi cerca una crossover compatta senza sorprese resta una delle scelte più sicure. Il prezzo è l’unico vero scoglio, perché a quasi 38.000 euro il confronto con le full hybrid giapponesi e con le rivali coreane diventa serio. Voi la scegliereste così, con i 115 CV e l’allestimento Style, o preferireste salire ai 150 CV per avere più margine?

