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Nuova Alfa Romeo Cuorerosso 2026: ritorno di Giorgio

Alfa Romeo sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua gamma recente, e la Cuorerosso è la sua risposta. Il suo nome significa «cuore rosso» e riunisce due simboli del marchio: il colore rosso, che rappresenta la passione, e il cuore, che allude al legame emotivo tra auto e guidatore. Il marchio la definisce come una dichiarazione d’intenti e come un manifesto di design.

Non si tratta di un modello di serie, bensì di un prototipo che racchiude i valori del marchio e anticipa il linguaggio estetico moderno e rinnovato. Questo stile caratterizzerà le future Alfa Romeo, a partire dalla Giulia, presente sul mercato da oltre undici anni, e dalla Giulietta, che il marchio ha in programma di lanciare. Alfa sta inoltre preparando un SUV del segmento C che sostituirà la Tonale.

Alfa Romeo descrive la Cuorerosso come una coupé 2+2 posti, anche se in pratica si tratta di una quattro porte con dimensioni, che potete vedere di seguito, che colpiscono perché è appena 50 millimetri più grande della Giulia attualmente in vendita.

Il marchio del Biscione ha anche annunciato il peso, cosa molto insolita quando si tratta di una concept car, indicando 1.750 chilogrammi. Una cifra così tonda non è casuale, poiché rimanda alla 1750 Berlina della fine degli anni ’60 e alla cilindrata arrotondata di vari motori del marchio, un riferimento che Alfa ha mantenuto anche con la 159.

Le dimensioni collocano la Cuorerosso nella categoria delle berline sportive del segmento D. Inoltre, la lunghezza di 4,7 metri sembra un riferimento anche per il resto dei modelli del marchio italiano, essendo la misura massima in lunghezza delle future Alfa Romeo, comprese la nuova Giulietta e la successora della Tonale.

Il frontale è dominato dallo «Scudetto», la caratteristica calandra triangolare che identifica il marchio di Arese, e da fari estremamente sottili che conferiscono allo sguardo un aspetto aggressivo. Nel profilo spicca la forma a cuneo, con cerchi dal design rotante.

LO STILE UNICO

La parte posteriore è troncata e presenta fanali rotondi dall’aspetto provocatorio, un design ispirato a quello della defunta 8C Competizione. Sopra di essa si trova un grande spoiler, mentre al centro del paraurti sono integrate due terminali di scarico disposti verticalmente. L’insieme richiama lo stile di un’auto da corsa, con richiami al passato sportivo del marchio.
Per l’abitacolo, a cui si accede tramite porte ad apertura inversa, i designer hanno attinto alla storia stessa dell’Alfa Romeo, in particolare alla 33 Stradale del 1967 e alla sua reinterpretazione moderna. Il risultato è un interno minimalista ma ricco di piccoli dettagli.

Dietro al volante si trova un grande indicatore centrale. Sembra un unico display, ma in realtà si tratta di due schermi sovrapposti che possono essere separati per mostrare uno o due quadranti, a seconda delle preferenze del conducente. In un modello di serie, questa soluzione sarebbe disponibile solo in formato digitale.

Il volante ha tre razze e un design esclusivo. Sulla razza centrale è presente il selettore «DNA» di Alfa, con cui si scelgono le modalità di guida. Un pannello con comandi rotativi, display e selettore automatico delle marce collega il cruscotto alla console centrale. Si tratta di una disposizione pensata per consentire al conducente di avere a portata di mano l’essenziale senza distogliere l’attenzione dalla guida.

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Il motore della Cuorerosso: l’atteso V6 ibrido

Alfa Romeo concepisce la Cuorerosso come una piattaforma in grado di ospitare diverse motorizzazioni, in modo che i motori a combustione continuino a coesistere con i sistemi elettrici. In questo prototipo, la proposta è un V6 ibrido da 2,9 litri. Si tratta di un sistema ibrido convenzionale, non ricaricabile, ma basato sul motore a sei cilindri che ha reso grandi sia la Giulia che la Stelvio Quadrifoglio.

Il prototipo, di cui non si conoscono la potenza né altre prestazioni, dispone però della trazione integrale Q4, con un albero di trasmissione in fibra di carbonio e un cambio automatico tradizionale. Si tratta di componenti in linea con il carattere sportivo che il marchio vuole sottolineare, anche se non vi è alcuna conferma che questo prototipo finisca per arrivare su un modello di serie.

Alfa Romeo ribadisce di continuare a produrre auto per chi ama guidare, modelli in cui la forma a volte prevale sulla funzione. Questa idea è riassunta nel concetto di «Bellezza Necessaria», la «bellezza necessaria».

Tale filosofia riguarderebbe sia la nuova Giulia, derivata da questo prototipo, sia il resto della futura gamma. Il marchio giunge a questa fase con un’offerta molto ridotta e con i successori della Giulia e dello Stelvio in ritardo. La Alfa Romeo Cuorerosso è il primo indizio concreto della direzione che intende prendere.

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