Ho guidato la Dacia Jogger più ricca della gamma per capire se la formula del marchio regge anche quando il listino si avvicina ai 30.000 euro
Provate a cercare un’altra auto lunga 4,55 metri, con sette posti, cambio automatico e motore ibrido, che costi meno di 29.000 euro. Io ci ho provato prima di mettermi al volante e la lista è cortissima. È anche il motivo per cui la Jogger continua a riempire i parcheggi delle scuole e dei centri commerciali, e per cui Dacia ha deciso di rinnovarla senza stravolgerla: via il vecchio Hybrid 140, dentro il nuovo Hybrid 155 già visto sulla Bigster, e in cima al listino arriva l’allestimento Journey. Ho guidato proprio questa configurazione, la più completa, per capire se la Jogger ha ancora senso come scelta razionale oppure se, salendo di prezzo, perde il suo argomento migliore.
Dettagli estetici
A colpo d’occhio è la Jogger di sempre, e va bene così. Il restyling si nota guardando i dettagli: la calandra ha ora un disegno a pixel, i fari anteriori sono full LED, i fanali posteriori sono più grandi e si estendono fino al lunotto, e sul tetto compare l’antenna a pinna di squalo.
La sagoma resta quella di una wagon rialzata, lunga 455 centimetri, larga 185 e alta circa 169, con un passo di 290 centimetri. Su strada sembra più ingombrante di quello che è, un effetto che si perde appena la si manovra in città.
Il Journey si distingue dagli altri allestimenti per i cerchi in lega da 16 pollici con disegno dedicato e gli specchietti in tinta carrozzeria, regolabili elettricamente. Dentro cambiano i rivestimenti, in tessuto denim blu, e arrivano i sedili anteriori riscaldati, così come il volante.
La plancia è quella che conosciamo: plastiche rigide, assemblaggi solidi, nessun tentativo di sembrare più costosa di quello che è. In compenso ci sono i punti di aggancio YouClip, quattro di serie, dove si montano supporti per telefono, ganci e piccoli accessori.
Lo spazio è il vero punto di forza. La terza fila si usa davvero anche da adulti, cosa non scontata sulle sette posti di questa taglia, e i sedili sono asportabili singolarmente. Con tutti i posti occupati il bagagliaio scende a 160 litri, un dato che chi usa la Dacia Jogger a pieno carico deve mettere in conto.
Con la terza fila abbattuta, in configurazione a cinque posti, la capacità sale a 709 litri e, ribaltando anche la seconda fila e lasciando solo i due posti davanti, si arriva a circa 2.000 litri. Nel suo test Quattroruote ha misurato 624 litri utili a cinque posti, cioè qualcosa meno del dato dichiarato.
Motore e prova su strada
Il sistema full hybrid unisce un quattro cilindri 1.8 a benzina da 109 CV a un motore elettrico principale da 49 CV e a un generatore-starter ad alta tensione, per una potenza complessiva di 155 CV e una coppia di circa 170 Nm. La trazione è anteriore.
Il cambio è automatico multimodale e senza frizione, con quattro rapporti per il motore termico e due per quello elettrico. Rispetto al sistema che sostituisce guadagna 15 CV e, secondo Dacia, consuma il 10% in meno. I dati ufficiali indicano uno 0-100 km/h in circa 9 secondi e 180 km/h di velocità massima, valori ordinati per un’auto che pesa 1.468 chili in ordine di marcia.
Si parte sempre in silenzio, perché l’avviamento è affidato al generatore e il primo tratto si fa in elettrico. Dacia dichiara fino all’80% del tempo in modalità elettrica nell’uso cittadino, e nel traffico lento la sensazione è proprio quella di una macchina che il motore termico lo usa il meno possibile. La spinta è più pronta di quanto ci si aspetti, soprattutto confrontandola con le versioni a benzina e GPL della stessa Jogger, e il cambio non ha quegli strappi che spesso si trovano sulle ibride di questa fascia. Chi esce dalla città si accorge presto che l’impostazione resta quella di un’auto da viaggio: il rollio in curva si sente, lo sterzo è lento e poco comunicativo. Nelle manovre di emergenza, però, la Jogger resta stabile e prevedibile, come ha confermato anche il Centro prove di Quattroruote.
Il capitolo consumi è quello che convince di più. Il dato WLTP è di 4,4-4,5 litri ogni 100 chilometri, con emissioni intorno ai 103-104 g/km di CO2. Nell’uso reale le prove pubblicate indicano valori vicini: Fleet Magazine ha chiuso un test di 1.800 chilometri, oltre mille dei quali in autostrada, con 5,6 l/100 km di media, vicino ai 18 km/l. Con un serbatoio da 50 litri l’autonomia con un pieno supera in media gli 800 chilometri, e nelle condizioni migliori si arriva oltre i 1.300. A velocità autostradale il consumo sale, come per qualsiasi ibrida di questo tipo, ma resta lontano dai valori di una sette posti a benzina.
Tecnologie interne e ADAS
Il Journey è l’allestimento in cui la Jogger smette di essere spartana. Il sistema multimediale ha uno schermo touch da 10 pollici a sbalzo, con navigazione e impianto audio Arkamys, ed è affiancato da un quadro strumenti digitale da 7 pollici.
Ci sono il caricatore wireless per lo smartphone, il climatizzatore automatico, l’accesso senza chiave, il freno di stazionamento elettrico e due tavolini estraibili dietro i sedili anteriori, utili a chi viaggia con bambini nelle file posteriori. Non è un’auto che punta sulla quantità di schermi o di funzioni, ma quello che c’è si usa senza imparare nulla di nuovo.
Anche la sicurezza è stata aggiornata per rispettare le norme europee più recenti. La frenata automatica d’emergenza è stata potenziata e c’è una telecamera dedicata al monitoraggio dell’attenzione del conducente. Il Journey porta di serie il Driving Pack, la Multiview Camera, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, gli abbaglianti automatici, il cruise control e l’assistenza al mantenimento della corsia, con l’avviso di superamento della linea. Il pacchetto è adeguato per la fascia di prezzo, ma non va confuso con una guida assistita evoluta come quella delle concorrenti più care. Quattroruote fa notare che, sul resto della gamma, gli ADAS di serie sono pochi e il cruise control compare solo sugli allestimenti più ricchi o dentro pacchetti a pagamento: vale la pena controllare con attenzione cosa è incluso prima di scegliere un allestimento inferiore al Journey.
Scheda in breve — Dacia Jogger Journey Hybrid 155
Motore: 1.8 benzina 109 CV + motore elettrico 49 CV + generatore-starter, full hybrid
Potenza combinata: 155 CV
Coppia massima: circa 170 Nm
Cambio: automatico multimodale, trazione anteriore
0-100 km/h: circa 9 secondi
Velocità massima: 180 km/h
Dimensioni: 455 x 185 x 169 cm, passo 290 cm
Massa in ordine di marcia: 1.468 kg
Serbatoio: 50 litri
Bagagliaio: 160 litri (7 posti), 709 litri (5 posti), circa 2.000 litri (2 posti)
Pro e contro
Promossa
- Sette posti, ibrido e cambio automatico sotto i 29.000 euro: a questo prezzo non esiste un’alternativa diretta
- Consumi reali vicini ai 18 km/l anche con molta autostrada
- Spinta più pronta del vecchio Hybrid 140, con partenza in elettrico e cambio privo di strappi
- Dotazione del Journey la più ricca mai vista su una Dacia, dal caricatore wireless alla Multiview Camera
- Terza fila abitabile e sedili asportabili singolarmente
Bocciata
- Rollio evidente e sterzo lento, impostazione più da viaggio che da guida
- Materiali semplici e assistenti alla guida meno evoluti di quelli delle concorrenti più costose
- Poca insonorizzazione con forti fruscii aerodinamici in autostrada
La Dacia Jogger Journey Hybrid 155 non prova a essere altro da quello che è, e proprio per questo funziona: tanto spazio, consumi da diesel e un prezzo che a questo livello nessun altro propone.
Chi cerca raffinatezza di guida e finiture da segmento superiore dovrà guardare altrove. Chi invece deve portare una famiglia numerosa o un gruppo di colleghi senza far lievitare né il budget né il conto del carburante troverà qui un argomento difficile da smontare.

