La nuova Suzuki eSky è pronta per l’Europa.
I costruttori automobilistici chiedono da anni all’Unione Europea una normativa che favorisca la produzione e la vendita di piccole auto elettriche. Sebbene sia stata proposta una regolamentazione, quella relativa ai veicoli M1E, essa non è ancora stata approvata e alcune case automobilistiche hanno deciso di cercare una strada alternativa.
Se i produttori chiedono per l’Europa una normativa simile a quella delle “kei car” giapponesi, perché non sviluppare un modello di questo tipo in Giappone per poi portarlo nel nostro continente? Questo potrebbe essere il primo passo che marchi come Suzuki e BYD stanno già compiendo.
L’arrivo della Suzuki eSky anticipa ciò che potrebbe accadere in Europa con le piccole elettriche
Questa categoria di veicoli compatti è molto popolare in Giappone da decenni. La loro lunghezza è limitata a 3,40 metri, così come larghezza, altezza e potenza. Inoltre, godono di una fiscalità agevolata e l’avvento delle auto elettriche sta dando nuovo slancio a questo segmento così particolare.
In Europa esistono i quadricicli leggeri, anch’essi soggetti a importanti limitazioni. Tuttavia rappresentano ancora una parte ridotta del mercato, nonostante marchi importanti come Citroën, FIAT e Renault abbiano contribuito con le loro proposte elettriche.
Se le kei car dovessero arrivare in Europa, dovrebbero essere adattate alla normativa vigente per le autovetture, aprendo così la strada a una nuova generazione di veicoli ancora più piccoli rispetto agli attuali modelli del segmento A. Gli sviluppi realizzati per altri mercati internazionali potrebbero costituire la base per portare in Europa, nei prossimi anni, auto elettriche ancora più compatte.
Renault Twingo E-Tech, Dacia Spring, Leapmotor T03 e FIAT 500e misurano tra 3,60 e 3,80 metri di lunghezza. Tuttavia, gli adattamenti delle kei car al mercato europeo potrebbero introdurre vetture ancora più piccole, come gli esempi di Suzuki, BYD e Honda che vedremo di seguito.
La Suzuki eSky ha già debuttato in Giappone
L’ultima arrivata nel panorama delle kei car elettriche giapponesi è la Suzuki eSky, il primo modello elettrico del marchio in questa categoria. Dovrebbe arrivare in Europa nel 2027, come dimostrano alcune foto spia che la ritraggono camuffata con il volante a sinistra.
Cosa possiamo aspettarci da un modello del genere in Europa? La eSky misura 3,39 metri di lunghezza, 1,47 metri di larghezza e 1,62 metri di altezza. Ha cinque porte, quattro posti e utilizza un nuovo asse elettrico che integra motore, inverter e riduttore.
Questo sistema può sviluppare fino a 70 kW (95 CV), sebbene in Giappone la potenza sia stata limitata a 64 CV per rispettare la normativa locale. La batteria LFP da 26 kWh dichiara un’autonomia WLTC di 310 km, un dato notevole per un’auto di queste dimensioni, e supporta la ricarica rapida fino a 50 kW.
All’interno offre una dotazione generosa che comprende numerosi vani portaoggetti, strumentazione digitale, schermo da 10,1 pollici e climatizzatore, oltre a una vasta gamma di accessori opzionali. Il tutto a un prezzo di partenza inferiore a 12.000 euro, che può scendere sotto i 9.000 euro grazie agli incentivi pubblici giapponesi.
Nel Regno Unito, dove il suo inserimento sul mercato sarà più semplice grazie alla guida a destra, si parla già di un prezzo inferiore a 20.000 sterline, pari a circa 23.400 euro. Un prezzo che non può essere definito economico: una Renault Twingo E-Tech attuale è più grande, offre cinque posti ed è disponibile a meno di 20.000 euro, sebbene con un’autonomia inferiore.
Il BYD Racco è stato un vero successo al lancio in Giappone
Da tempo si parla dell’ingresso di BYD nel segmento delle kei car giapponesi con il suo Racco dal design squadrato. E l’operazione sta funzionando molto bene: appena due mesi dopo il lancio, il modello ha già accumulato oltre 2.000 ordini.
BYD continua a sostenere che esistono concrete possibilità di esportare il modello anche in mercati internazionali come quello europeo. E le aspettative sembrano essere rispettate, visto che il Racco è già arrivato al di fuori dei confini giapponesi. Sri Lanka e Macao dispongono già di questa kei car elettrica, e la presenza della guida a destra ha facilitato notevolmente il suo adattamento a questi mercati.
Il BYD Racco presenta dimensioni molto simili alla Suzuki eSky: 3,39 metri di lunghezza, 1,47 metri di larghezza e 1,80 metri di altezza, con un bagagliaio da 280 litri, un motore elettrico da 64 CV e due opzioni di batteria.
Con capacità rispettivamente di 22,4 e 35,8 kWh, il Racco può raggiungere un’autonomia WLTC di 210 o 320 km. Il prezzo di partenza è di circa 12.144 euro al cambio.
Honda e Chery annunciano le loro intenzioni
Da un lato, Honda ha confermato l’arrivo della sua Super-N elettrica in Europa. Anche in questo caso, però, si parla inizialmente del Regno Unito, dove la casa giapponese può sfruttare il progetto già sviluppato con guida a destra. Non è ancora confermato il suo arrivo nell’Europa continentale.
La Super-N misura circa 3,4 metri di lunghezza e dispone anch’essa di quattro posti. Il motore sviluppa 63 CV, che possono salire a 94 CV grazie alla funzione “Boost”. La batteria da 29,6 kWh promette circa 200 km di autonomia nel ciclo WLTP combinato, oppure oltre 300 km in ambito urbano, e può essere ricaricata in corrente continua fino a 50 kW.
Il prezzo? A partire da 18.995 sterline nel Regno Unito, equivalenti a circa 22.460 euro al cambio.

