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Addio Seat: la crisi Volkswagen la chiude nel 2029

Il gruppo Volkswagen, ormai in difficoltà, sarà costretto ad adottare una serie di misure radicali e impopolari per salvarsi. Una di queste potrebbe essere la chiusura del marchio spagnolo Seat; secondo quanto riportato dai media tedeschi, tale decisione sarebbe già stata presa a livello del consiglio di amministrazione del Gruppo Volkswagen.

Il marchio Seat è nato nel 1950 ed è stato acquistato dal gruppo Volkswagen nel 1986. Nel 2018 il marchio Cupra si è separato da Seat: in precedenza, il nome Cupra indicava le versioni sportive dei modelli Seat. Oggi Cupra è un marchio sportivo e giovanile che punta sulla sostenibilità e sui veicoli elettrici, mentre Seat si limita a «smaltire» i vecchi modelli a benzina. Dopo il 2020 Seat non ha presentato vere e proprie novità, ma solo restyling. Ad oggi, Seat dispone solo di tre modelli: il crossover subcompatto Arona (raffigurato nella foto di copertina), la hatchback subcompatta Ibiza e la compatta Leon (disponibile nelle versioni hatchback e station wagon).

Prima che Cupra diventasse un marchio a sé stante, la dirigenza del gruppo Volkswagen aveva cercato di trasformare Seat in un concorrente di Alfa Romeo, ma poi Cupra si è appropriata di tutte le versioni sportive dei modelli Seat ed è diventata di fatto l’equivalente spagnolo di Alfa Romeo. Seat, a sua volta, è diventata l’equivalente spagnolo del marchio Skoda, il che non si è rivelato molto positivo, dato che anche Skoda appartiene al Gruppo Volkswagen e la concorrenza interna non è certo auspicabile.

LA SCELTA STRATEGICA

Nel 2023, nelle menti degli strateghi del Gruppo Volkswagen è nata l’idea di riorientare Seat verso un altro tipo di attività — ad esempio, verso il mercato della cosiddetta «nuova mobilità» (car sharing, ride sharing, abbonamenti, taxi, leasing ecc.), ma il fallimento in questo settore del marchio Mobilize, di proprietà del Gruppo Renault, ha dimostrato che si trattava di una cattiva idea: il mercato della nuova mobilità si è rivelato fortemente sopravvalutato, così come, del resto, il mercato delle auto elettriche. L’idea di vendere auto elettriche con il marchio Seat è stata scartata lo scorso anno in quanto priva di prospettive.
Questa primavera è diventato definitivamente chiaro che Seat non avrebbe avuto un futuro definito. Dalle lunghe spiegazioni fornite dall’amministratore delegato del marchio, Markus Haupt, alla rivista britannica Autocar, si è potuto capire solo che Seat e Cupra dovranno continuare a svilupparsi indipendentemente l’una dall’altra.

A giudicare dalle recenti informazioni privilegiate pubblicate oggi dai media tedeschi (ad esempio, WirtschaftsWoche), non ci sarà alcuno sviluppo indipendente: Seat verrà semplicemente chiusa nel 2029 e la produzione delle auto Seat si ridurrà gradualmente fino a cessare del tutto entro quella data. I fondi relativamente modesti che il Gruppo Volkswagen sta attualmente spendendo per mantenere in vita Seat saranno reindirizzati verso lo sviluppo del marchio Cupra.

La chiusura di Seat farà parte di un piano anticrisi su larga scala, elaborato dal consiglio di amministrazione del Gruppo Volkswagen guidato da Oliver Blume. Va detto che l’elaborazione del piano anticrisi del Gruppo Volkswagen si è notevolmente protratta nel tempo. La precedente versione del piano, presentata all’esame del consiglio di sorveglianza a luglio, prevedeva il licenziamento di circa 100.000 dipendenti, il dimezzamento della gamma di modelli e la chiusura di cinque stabilimenti in Germania. Il consiglio di sorveglianza ha respinto tale piano. Domani Oliver Blume tenterà di far approvare una nuova versione, che includerà, tra le altre cose, la chiusura di Seat.

Anche se domani il consiglio di sorveglianza non dovesse approvare la nuova versione del piano anticrisi, il marchio Seat, vista l’attuale situazione del Gruppo Volkswagen, molto probabilmente è destinato a scomparire, poiché non si comprende quale sia il suo ruolo all’interno della struttura del gruppo. Naturalmente, il marchio Seat potrebbe essere venduto — ad esempio, a qualche ambiziosa azienda cinese — la quale, con l’approvazione del governo spagnolo, inizierebbe a produrre i propri modelli con il marchio Seat. Esiste già un esempio da seguire: dal 2024 l’azienda Chery produce in Spagna le proprie auto con il marchio spagnolo Ebro, che vanta una lunga storia.

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