C’è un momento, premendo a fondo l’acceleratore della Tesla Model Y Performance da fermo, in cui il cervello fatica a stare al passo con quello che sta succedendo al corpo: 3,5 secondi per arrivare a 100 km/h, in un SUV a cinque posti pensato per la spesa del weekend, non sono un dettaglio da poco. È con questa premessa che abbiamo affrontato la prova della variante più performante della Model Y, quella che Tesla ha aggiornato non solo nella potenza ma anche nel telaio, per capire se il salto prestazionale regge il confronto con l’intera esperienza di guida.
Dettagli estetici
La Model Y Performance eredita il linguaggio stilistico del restyling Juniper, con una barra luminosa a sviluppo orizzontale che unisce i gruppi ottici anteriori e posteriori, oggi a doppio strato di vetro per un isolamento acustico migliore rispetto alle prime serie. Rispetto alle varianti Long Range e Standard Range, la Performance si distingue per un assetto ribassato, uno spoiler posteriore a profilo sottile pensato per aumentare il carico aerodinamico e i cerchi da 21 pollici in stile Arachnid, mutuati dalla Model S Plaid: dettagli non vistosi, coerenti con la filosofia Tesla di non urlare le prestazioni ma di lasciarle emergere sulla strada.
Gli interni proseguono lo stesso discorso di sobrietà: plancia minimale dominata dal grande schermo centrale, finiture in legno sui pannelli porta introdotte con gli ultimi aggiornamenti e sedili ventilati con profilo più avvolgente rispetto al passato, pensati per trattenere meglio il corpo nelle percorrenze veloci. Il bagagliaio conserva la vocazione pratica del modello, con una capacità che va da 854 a 2.138 litri includendo il vano anteriore, mentre la lunghezza di 479 centimetri resta la stessa delle varianti meno sportive della gamma.
Motore e prova su strada
Il cuore della Performance è una doppia motorizzazione elettrica a trazione integrale da 460 CV complessivi, capace di spingere questo SUV di oltre due tonnellate da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi, con velocità massima elettronicamente limitata a 250 km/h. Numeri che collocano la Model Y Performance in un territorio finora riservato a berline sportive di ben altro pedigree, e che su strada si traducono in un’accelerazione che schiaccia contro il sedile senza soluzione di continuità, senza il cambio marcia a interrompere la spinta.
Il vero salto in avanti rispetto alle Model Y precedenti riguarda però il comportamento su strada: Tesla ha rivisto molle, barre stabilizzatrici, boccole e geometria delle sospensioni, introducendo un sistema di sospensioni adattive a smorzamento variabile sviluppato internamente, che regola in tempo reale la risposta del veicolo in base al fondo stradale e allo stile di guida. Il risultato è un’auto che, pur restando un SUV rialzato, controlla il rollio nei cambi di direzione con una prontezza inedita per la categoria, senza rinunciare al comfort quando la guida si fa più tranquilla. Nonostante le prestazioni, l’efficienza resta un punto di forza: il consumo dichiarato è di 16,2 kWh/100 km, per un’autonomia WLTP fino a 580 km, un valore che si avvicina sorprendentemente a quello della meno potente Long Range.
Tecnologie interne e ADAS
L’abitacolo ruota interamente attorno al grande display centrale da 15,4 pollici, da cui si gestisce praticamente ogni funzione della vettura, climatizzazione inclusa. Tra le novità più interessanti introdotte con gli ultimi aggiornamenti hardware c’è il radar di cabina di quarta generazione, in grado non solo di rilevare la presenza di passeggeri sui sedili posteriori ai fini della gestione degli airbag, ma anche di monitorarne battito cardiaco e respirazione, attivando climatizzazione o allerta in caso di necessità. Il divano posteriore si ripiega elettricamente con un tocco, ampliando il vano di carico in pochi secondi.
Sul fronte della guida assistita, la Model Y Performance monta di serie in Europa il pacchetto Autopilot, con cruise control adattivo e mantenimento automatico di corsia, basato sull’hardware di quarta generazione con telecamere ad alta risoluzione. È inoltre disponibile, come optional a pagamento, il pacchetto Full Self-Driving in modalità supervisionata, che nelle versioni più recenti del software introduce manovre più fluide e naturali rispetto alle prime implementazioni. Vale la pena ricordare che, diversamente da quanto sta accadendo sul mercato statunitense dove Tesla ha reso a pagamento alcune funzioni avanzate di Autopilot, in Europa e in Italia la dotazione di base resta al momento inclusa nel prezzo.
Scheda in breve — Tesla Model Y Performance
– Motore: doppio motore elettrico, trazione integrale
– Potenza combinata: 460 CV
– 0-100 km/h: 3,5 secondi
– Velocità massima: 250 km/h
– Autonomia WLTP: fino a 580 km
– Bagagliaio: 854-2.138 litri
Prezzo di listino: da 61.990 euro
Pro e contro
Pro
- Accelerazione da supercar, 0-100 in 3,5 secondi in un SUV a cinque posti
- Sospensioni adattive che migliorano sensibilmente il controllo dinamico rispetto al passato
- Efficienza sorprendente nonostante le prestazioni, 580 km di autonomia dichiarata
- Autopilot incluso di serie in Europa, con hardware di ultima generazione
- Praticità intatta, bagagliaio generoso e divano posteriore ripiegabile elettricamente
Contro
- Plancia minimale che demanda tutto allo schermo, con una curva di apprendimento iniziale
- Assetto ribassato e cerchi da 21″ penalizzano un po’ il comfort su fondi sconnessi
- Full Self-Driving disponibile solo come optional a pagamento
La Tesla Model Y Performance dimostra che l’etichetta “Performance” in casa Tesla non è mai solo un badge: il salto prestazionale è reale, misurabile, e soprattutto accompagnato da un lavoro serio sul telaio che rende l’auto divertente da guidare senza sacrificare l’anima pratica del SUV. Resta da capire quanto, nella vita di tutti i giorni, servano davvero 3,5 secondi sullo 0-100. Voi la scegliereste per le prestazioni, o puntereste comunque sulla Long Range per risparmiare e guadagnare qualche chilometro di autonomia?

