ISUZU è uno di quei nomi che non senti spesso nei palinsesti mondani del settore auto, ma se ti metti a correre indietro con la memoria hai l’impressione che questo Marchio esista da sempre. Se pensi così hai quasi indovinato: le auto che “vengono dal Fiume” (ISUZU è il nome appunto di un fiume che scorre vicino ad un tempio sacro, classico e suggestivo scenario DOC per una storia del magico Giappone) hanno compiuto un secolo di vita lungo evoluzioni e scelte di mercato molto articolate.
Chi ha abbastanza anni come me ricorda la Coupè “Piazza” di metà anni Ottanta che disegnata da Giugiaro faceva impallidire persino le Nissan 200 o le Toyota Celica del tempo; oppure la contemporanea fuoristrada “Trooper” che le suonava nei terreni impossibili alle Pajero, ai Patrol, e persino alle Land Rover. Per non parlare della “Gemini” vera e propria World Car anni Ottanta.Tornando alla Trooper, questo è stato uno dei primi fuoristrada esteri a diventare best seller in America.
Chi ha molti meno anni si è abituato al profilo di leader mondiale del mercato Diesel da parte di ISUZU, dando però un po’troppo per scontate e trascurabili alcune peculiarità che invece qualificano ancora di più questo Gruppo nipponico, probabilmente il Costruttore più antico del Sol Levante ancora in attività sul mercato auto.
Primo: sono tuttora decine di milioni le unità a gasolio ancora circolanti nel mondo tra auto, LCV, Fuoristrada e Trucks leggeri; si tratta di mezzi integralmente ISUZU oppure di Marchi forniti da questa.
Secondo: ISUZU ha sempre creduto nel Diesel, a differenza di altri Costruttori che hanno recitato un tira e molla mediatico (“Cancello il Diesel”, “No, lo tengo: ho cambiato idea”) dal celebre scandalo del Dieselgate ad oggi. Dieselgate da cui ISUZU può dire di essere sempre stata estranea visto che nelle “Purghe” dell’EPA (l’Ente federale che ha dato il via all’indagine sullo scandalo) il Marchio giapponese non è mai stato tirato dentro.
Terzo: la modalità di ISUZU non è solo aggiornare la propria Gamma ma spesso uscire con piattaforme evolutive nuove e differenti dalla serie che si deve procedere a sostituire; questo ha nel tempo permesso al Gruppo giapponese di moltiplicare le piattaforme motoristiche e le relative evoluzioni creando di volta in volta motori adatti a molteplici Marchi, modelli, chassis e utilizzi.
Quarto: la maggioranza di proprietari di Opel, Vauxhall, Daewoo, Honda ed altri marchi automobilistici (non parliamo poi dei Marchi di LCV, Light Truck e mezzi da movimento terra) non sa che a muovere il proprio mezzo a Gasolio è stata per anni proprio ISUZU, che combatte con i principali Player mondiali (PSA, Volkswagen) la leadership in quantità e molteplicità di monoblocchi prodotti e forniti in tutto il globo. E probabilmente chi tra i nostri amici ci legge non sa che la sua Astra Turbodiesel, o la Frontera, o la Omega Wagon che ha superato il mezzo milione di chilometri adottava un Turbodiesel ISUZU.
Quinto: Isuzu produce internamente i propri motori diesel e per realizzare motori completi e ad alte prestazioni, si affida a una rete globale di fornitori di componenti di primo livello. Un esempio?
Sistemi di iniezione del carburante: Denso (sistemi common rail, iniettori e pompe di alimentazione); Turbocompressori: IHI (Ishikawajima-Harima Heavy Industries) e Garrett; Gestione motore e impianto elettrico: Hitachi (alternatori, motorini di avviamento e sensori); Filtrazione e lubrificazione: Mahle e Mann+ Hummel (filtri olio, carburante e aria); Pistoni e cuscinetti motore: Mahle e Daido Metal; Fusioni motore: IJTT (Isuzu Joint Technology Development) e Ahresty (fusioni di alluminio); Raffreddamento motore: Calsonic Kansei (Marelli).
Sesto: La sede centrale di Isuzu Motors Ltd si trova presso Yokohama Gate Tower 2-5, Takashima Nishi-ku, Yokohama-shi, Kanagawa, Giappone. E questo è il dato di partenza; ma in Europa ISUZU ha una Rete di Headquarters che tanti altri Marchi Costruttori giapponesi – ed in particolare quelli orfani della Gran Bretagna passata per la Brexit, dove avevano investito con Stabilimenti miliardari come Sunderland per la Nissan – si sognano al giorno d’oggi. Pensate: i principali Hub, intesi non come semplici Distributori ma come Headquarters capaci di supervisionare intere linee specifiche di business sono:
ISUZU MOTORS Germany GmbH, che ha sede nel comune di Ginsheim-Gustavsburg, da cui sono partiti negli anni i rapporti come supplier di eccellenza nel Diesel per Opel e GM Europa;
la Sede centrale europea – Isuzu Motors Europe NV – si trova ad Aartselaar, in Belgio (coordinamento del fatturato); mentre sempre in Belgio si trova la filiale che cura la distribuzione in Benelux;
poi ci sono i Centri di Spagna e Portogallo che oltre a gestire la distribuzione dei mezzi commerciali retail di Gamma supervisionano linee dedicate come quelle dei Truck o dei Bus.
Ma un vero gioiello della organizzazione ISUZU in Europa, e sarebbe il caso di parlarne più spesso, è in Italia, ed in particolare a Cerea (VR). Si tratta di MIDI Europe.
MIDI Europe: eccellenza italiana alla quale ISUZU si affida in Europa
“Ieri”, MIDI Europe è nata dalla iniziativa di Aldo Mirandola, fondatore da fine anni Quaranta di una serie di officine per veicoli industriali e movimento terra nell’Italia post bellica; per poiconsolidare la presenza nel segmento degli autoveicoli industriali sul mercato italiano ed europeo.
“Oggi” il cuore di Gruppo Mirandola è appunto Midi Europe, il cui presidente è Giancarlo, figlio di Aldo; MIDI è distributore generale per l’Italia e vari paesi europei del marchio ISUZU: una esperienza avviata nel 1994, quando viene firmato il contratto di distribuzione e dal Giappone arrivano i primi veicoli commerciali (mentre nel 1998 inizia la distribuzione dei pick-up) e a cui, negli anni, si affiancano altri distributori europei. Una crescita costante che nel 2008 ha portato alla realizzazione di un nuovo polo logistico su un area di 200,000 mq, dove è presente uno stabilimento di 25,000 mq, diviso a metà fra area produttiva e magazzino per aumentare ulteriormente il ritmo della preparazione dei veicoli.
MIDI Europe per ISUZU significa: un mercato di 15 Paesi in Europa per il settore Camion con 90.000 camion distribuiti; di 10 per i Pick Up con più di 65.000 PickUp distribuiti; 270 concessionari nelle aree europee di interesse e 250 Centri di Assistenza e riparazione, con una movimentazione di circa 60.000 ordini di componenti e parti nell’ultimo anno 2025.
Il nuovo D-MAX
Oggi MIDI Europe è protagonista del rilancio di “D-MAX” nuova generazione soprattutto per il nuovo motore 2,2 Turbodiesel RZ4F-TC “MaxForce”, il Pick Up delle meraviglie che anche Autoprove.it ha testato in una bellissima due giorni tra Verona e Valpolicella.
La storia di D-Max inizia nel 2002 ed il prossimo anno la famiglia compie un quarto di secolo fatto di tanti aggiornamenti, Upgrade periodici e tecnologici: nel 2011 arriva la piattaforma i-Grip, arrivano le varianti (oltre al single cab biposto) di Space Cab 2+2 ed un Crew Cab a cinque posti veri, mentre la trazione integrale è di molto precedente.
Fanno capolino ABS, ESP, Air bags multipli ma anche il lusso un poco “trendy” della selleria in pelle, navigatore con schermo Touch, e la famiglia TD piano piano si completa con l’arrivo di un 1.9 a fianco del 2,5 litri classico.
Del 2020 è la nuova generazione, la terza, denominata N60 (per celebrare i sessanta anni dall’Elfin, primo PickUp di casa Isuzu) con piattaforma Dynamic Drive che annovera motore arretrato per un migliore bilanciamento dei pesi in considerazione anche dell’aumento importante di passo. Il 1.9 Turbodiesel nel frattempo supera ormai i 160 cavalli (davvero notevoli per un PickUp) mentre si fanno strada diversi importanti supporti ADAS. Ed eccoci all’Upgrade del 2024 ed alla realize Model Year 2026 oggetto dei nostri Test. Le specifiche e i video del comportamento e delle prestazioni su strada e fuoristrada le potrete apprendere anche dai Videoservizi che manderemo in Rete tra breve, ma vale la pena fare un piccolo focus:
D-MAX Model Year 2026: non solo un Upgrade, ma una nuova concezione dell’essere PickUp
Il cuore ovviamente è nel nuovo motore 2.2 Ddi, riprogettato con nuovo basamento e testata con processo di tempratura e indurimento della ghisa innovativo, nuovo imbiellaggio con distribuzione a catena classica ed eterna; nuovo circuito di lubrificazione, pistoni e cilindri a basso attrito in un processo di combustione dove per ottimizzare flussi e volumetria le 16 valvole lavorano in una camera di scoppio ridisegnata e con un trattamento dei gas di scarico ottimizzato e gestito tramite due valvole EGR.
164 cavalli a 3600 Giri/Min, 400 Nm di coppia con la curva più ampia possibile di utilizzabilità e spinta tra 1600 e 2400 Giri minuto. La stessa potenza allo stesso regime del vecchio 1900 cc. ma coppia maggiore e più estesa significa in particolare minori regimi di rotazione necessari e minore perdita di attrito meccanica generale, insieme alla aerodinamica più curata del nuovo D-MAX significa anche una riduzione dei consumi rispetto al 1900 cc. Incredibile, vero? Eppure è anche il risultato dei test drive svolti direttamente. Cosa dire di più per non tradire la sorpresa dei Videoservizi ormai prossimi? Beh: ISUZU è uno dei pochi Costruttori globali a poter distribuire D-MAX in tutto il mondo e questo comporta una gamma parecchio estesa anche da noi. Concettualmente lo schema di selezione è semplice: quatto allestimenti (B-Strong, Evolution, Prestige e Nitro Sport); tre corpi vettura (Singola Cabina due posti con cassone più lungo; Cabina doppia “SPACE” con quattro porte ma capienza di tipo 2+2; ed infine cabina “CREW” con quattro porte e cinque posti comodi ma cassone lungo quasi un metro e cinquanta); due cambi AISIN possibili (sei marce manuale ed automatico con otto nuovi rapporti dei quali i due finali con Overdrive per l’autostrada).
In breve la combinazione di proposte e prezzi vede il Single Cab“B-Force” con cambio manuale iniziare la Gamma in modalità Entry Level ad un prezzo di 33.000,00 Euro Iva esclusa (Ovvio: parliamo il linguaggio degli imprenditori e delle partite Iva, il target prediletto da ISUZU, ed è ovvio che il Listino sia presentato Iva esclusa); per finire con la versione “CREW” in allestimento Nitro Sport che, con uno dei nuovi colori metallizzati (bellissimi ma Optional) arriva a sfiorare i 46.000,00 Euro Iva esclusa. Ma per tutto, e per capire quanto qualunque prezzo sia ben speso per il nuovo ISUZU D-MAX, aspettate ancora un poco per i nostri Video, inclusi dentro la classica e rinomata Rubrica: “L’Angolo del Dinosauro”, visto che a testare immeritatamente il D-MAX è stato il sottoscritto.

