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Stellantis prepara le nuove elettriche low cost

Già nel 2028 dalla linea di produzione dello stabilimento di Pomigliano d’Arco inizieranno a uscire le nuove elettriche economiche vendute con diversi marchi del gruppo Stellantis.

Tutti questi modelli rientreranno nella nuova categoria agevolata di veicoli M1E, caratterizzata da requisiti di sicurezza semplificati. Si prevede che il prezzo minimo di questi elettrici sarà intorno ai 15.000 euro.

Il prologo della nuova categoria di elettriche ultrabudget in Europa è stato il concept Dacia Hipster del Gruppo Renault, presentato nell’ottobre dello scorso anno. Più o meno nello stesso periodo, l’idea di creare questa categoria è stata adottata dai funzionari dell’Unione Europea: viene presentata come una misura anticrisi e dovrebbe abbassare sensibilmente la soglia dei prezzi nel mercato delle auto nuove. L’anno scorso la nuova categoria era chiamata E-Car, mentre ora nella stampa europea e nei documenti preliminari compare come M1E. L’idea della categoria agevolata è stata presa in prestito dal Giappone, dove esistono le kei-car, ma la M1E non sarà una copia: i requisiti saranno completamente diversi.

In realtà, i requisiti per i veicoli della categoria M1E non sono ancora stati definiti. Attorno a essi è in corso una dura battaglia tra vari gruppi di lobby e rappresentanti dell’opinione pubblica. Si presume che i requisiti verranno fissati entro la fine dell’anno — forse già in estate. È comunque chiaro che la nuova categoria occuperà una posizione intermedia tra le normali autovetture, come la Fiat Grande Panda, e i quadricicli lenti, come la Fiat Topolino.

La principale richiesta dei costruttori riguarda il congelamento del regolamento M1E per 10 anni, ed è proprio su questo punto che si concentra la maggior parte delle discussioni. I requisiti tecnici, per ora, sono delineati solo in termini generali: esclusivamente auto elettriche con lunghezza massima di 4,2 metri, certificazione semplificata, dotazione ridotta dei sistemi minimi di sicurezza attiva e passiva (anche su questo tema le discussioni sono accese), possibili limiti di potenza e velocità massima.

Si prevede che gli acquirenti delle elettriche M1E riceveranno vari incentivi fiscali dai Paesi membri dell’UE (inclusi parcheggi gratuiti), mentre ai produttori verranno attribuiti supercrediti ambientali con coefficienti maggiorati. Questi supercrediti faciliteranno il rispetto delle norme europee sulle emissioni di CO₂ delle flotte aziendali. Ci sono molte altre proposte riguardo alla categoria M1E, ma non le analizzeremo nel dettaglio — meglio attendere il regolamento definitivo.

Il fatto che Stellantis abbia annunciato il lancio del proprio programma E-Car già ora, senza conoscere i parametri esatti della categoria M1E, va interpretato come un gesto politico, volto ad accelerare il processo di definizione dei requisiti: come a dire, “stiamo già investendo e preparando la produzione per queste nuove auto, quindi bisogna sbrigarsi con il regolamento”. Se i requisiti M1E, una volta approvati, dovessero risultare inaccettabili, Stellantis potrà dire: “Va bene, allora chiudiamo tutto: restate senza auto economiche e senza posti di lavoro”. Questo, a sua volta, spingerà il governo italiano a fare pressione sulla Commissione Europea per ottenere requisiti più favorevoli ai costruttori. Si potrebbe persino minacciare un’uscita dall’UE — in fondo, il Regno Unito è uscito e non è morto.

LA NUOVA STRATEGIA

Il governo italiano ha più volte accusato Stellantis di non voler produrre nuovi modelli in Italia. Si è arrivati persino a scandali: uno di questi ha portato al cambio di nome dell’Alfa Romeo Milano, assemblata in Polonia, in Alfa Romeo Junior. La decisione di produrre il nuovo crossover-hatchback Fiat Grande Panda in Serbia, e non in Italia, ha ulteriormente aggravato il conflitto tra Stellantis e il governo italiano. Ora però il nuovo CEO di Stellantis, Antonio Filosa, ha deciso di diventare alleato del governo italiano per negoziare insieme con l’UE i requisiti desiderati per la categoria M1E.

Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, che diventerà il principale polo produttivo della famiglia di elettriche ultrabudget E-Car, oggi produce la datata Fiat Panda di terza generazione e il crossover compatto Alfa Romeo Tonale nelle versioni termiche e plug-in hybrid. Con una capacità di 300.000 auto l’anno, lo stabilimento è utilizzato solo per circa un terzo: le economiche elettriche E-Car rappresenteranno quindi una vera salvezza.

Stellantis non ha ancora rivelato i marchi con cui verranno commercializzate le elettriche E-Car, ma con ogni probabilità saranno Fiat, Citroën e Opel — i brand che oggi coprono il segmento più economico del gruppo. Lo sviluppo rapido della piattaforma per la famiglia E-Car sarà facilitato da uno dei partner cinesi, probabilmente Leapmotor, le cui piattaforme stanno già venendo adottate da Opel.

Il 21 maggio Antonio Filosa presenterà la nuova strategia globale di Stellantis — forse allora emergeranno nuovi dettagli sul progetto E-Car. È comunque evidente che la collaborazione con i partner cinesi diventerà per Stellantis il pilastro del proprio futuro. La scorsa settimana il gruppo ha annunciato il rilancio in Cina dei marchi Peugeot e Jeep grazie alla partnership con Dongfeng. Il marchio di lusso Maserati, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe stringere un’alleanza con Maextro (il brand congiunto di Huawei e JAC).

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