Quando ad Aprile di poco più di venti anni fa gli appassionati di auto inglesi di tutto il mondo lessero la notizia in primo piano nelle agenzie, desideravano non credervi: MG – Morris Garage – il marchio amatissimo dagli sportivi e dalla storia leggendaria, era fallito insieme alla Rover dentro cui costituiva parte del Gruppo.
La MG fallisce nel 2005 a causa di un mai troppo chiarito passaggio proprietario da BMW al fondo Alchemy, insediato alle Isole Cayman: è l’8 Aprile 2005, per Rover-MG, si apre il fallimento per una azione giudiziaria di creditori che avevano spinto alla chiusura e liquidazione forzata del Gruppo, del suo complesso industriale e dei Marchi.
Questo portò alla cessione in toto di diritti industriali, marchio edattività commerciale di “MG”; al ritorno alla Ford del Marchio “Rover” (che in forza della acquisizione di Land Rover da parte della Casa di Dearborn era stato mantenuto in concessione alla struttura industriale preesistente inglese di “Rover/MG”); ed infine al trasferimento di tutta la catena di montaggio della Gamma Rover “25”, “45” e “75” in Cina con un nuovo Marchio“Roewe”, in assonanza di pronuncia con il precedente Marchio britannico.
Nel 2007 la SAIC acquisisce dunque tutto il Gruppo MG Rover e decide, con un lavoro paziente di conversione e ricostruzione, di rilanciare il Marchio MG; ma per farlo decide, in fondo, di trascurare (perlomeno inizialmente) i canoni istitutivi ed originari con cui Cecil Kimber nel 1924 creò la prima “MG” sportiva e sanguigna sulla base di parti e ricambi della “vecchia” MorrisOxford.
Già, perché senza che in molti ce ne accorgessimo due anni fa MG ha compiuto un secolo fatto di alti e bassi: alti come le vittorie (tanto per capirci MG è il primo Marchio non italiano a vincere nella sua classe nella Mille Miglia) e le “milestones” di storia industriale fatta di modelli iconici e amatissimi dai collezionisti; bassi come i tanti momenti critici di questa fabbrica passata da Marchio indipendente dentro il Gruppo Austin Morris; a far parte del raggruppamento “British Motor Corporation – BMC” nel 1952; le vicende sindacali e politiche da quel momento in Gran Bretagna diventano un casino ingovernabile e così MG alterna eventi commerciali lusinghieri (come la MGB del 1962, la prima monoscocca, in versione roadster ed in versione chiusa nel 1965 con tetto disegnato da Pininfarina; forse la MG più venduta di sempre) a situazioni al limite del grottesco come la chiusura degli Stabilimenti di Abington per contrastare la violenza delle lotte sindacali.
La storia di MG sempre sulle montagne Russe
Dalla seconda metà degli anni Settanta praticamente MG non ha già più una sua linea di produzione autonoma e diventa una “griffe” per siglare i modelli sportivi della Austin (Metro, Maestro, Montego.
Incredibile a dirsi, il Marchio MG torna a troneggiare su cofani di auto e su libretti di omologazione con una belva da rally del 1984: la MG Metro 6 4R, mentre torna l’ipotesi di produzione stradale autonoma con il prototipo “EXE Concept” – davvero straordinario – disegnato da un talento come Roy Axe. Ma non se ne fece nulla, e con la soppressione del Marchio Austin MG torna nel cassetto fino al 1992: prima un restyling poco apprezzabile della MGB (operazione nostalgia come la riedizione dell’Alfa Romeo Duetto) e 30 anni fa esce la MGF roadster a motore centrale.
Nel frattempo BMW rileva da British Aerospace – cui il Governo Thatcher aveva venduto Austin, Rover ed MG per privatizzarle – proprio Rover/MG con i diritti della Mini. Ma il disastro fatto nel concerto di strategie politiche da dementi e di acquisizioni di “amici degli amici” è ormai fatto: British Airways vende a BMW per 800 Milioni di Sterline l’80% del pacchetto azionario e lasciaa Honda un piccolo 20% di partecipazione, ma a Tokio sanno che il nuovo corso può solo pregiudicare anni di collaborazione e sviluppo condiviso. Si arriva alla richiesta esplicita di aiuti finanziari da parte di BMW al Governo, e con il rifiuto di questo BMW cede il Gruppo Rover prima ad Alchemy e poi alla Phoenix.
MG torna praticamente a rivestire il ruolo di Griffe con una “linea” di elaborate su base Rover 25, 45,75 (quest’ultima, ricorderete, diventa la “ZT”). E si arriva al momento più buio: MG Rover fallita nel 2005 con debiti per 1,3 miliardi di sterline e la perdita di 6.000 posti di lavoro.
SAIC Motor ha acquisito il marchio MG nel 2007 attraverso l’acquisizione di Nanjing Automobile Corporation, iniziale acquirente del fallimento: da questo momento la strategia di SAIC ha combinato l’eredità della tradizione britannica del marchio con i trend commerciali più in voga sul mercato, ed ovviamente è questo il motivo per il quale la strategia di ritorno basata sulla tipologia berlina e Suv mass market, benchè criticata dai più conservatori ed appassionati seguaci di MG si è rivelata alla fine redditizia.
MG entra nel Gruppo SAIC
La scelta di utilizzare in pieno la sinergia industriale e di gamma con il Gruppo SAIC si è rivelata nel medio termine azzeccata sia per le economie di scala attraverso le quali il Brand ha saputo rilanciarsi sfruttando la iconografia del Marchio storico agganciato ad una offerta di Gamma dai listini generalmente popolari; sia per la prerogativa di affidabilità e generale buona qualità e livello tecnologico della produzione industriale del Gruppo. Grazie a questo MG si è ripresentata al pubblico potenziale con un prodotto griffato, polivalente, attraente, affidabile e dal valido rapporto di Value for money: insieme a questo c’è però anche la prerogativa di una Gamma di offerta estesa sia in termini di classi e dimensioni sia in termini di architettura che ha rapidamente incluso sia l’Ibrido che il Full Electric.
La progressione di MG sul mercato italiano è stata a sua volta fortissima a partire dall’esordio nel 2021 sotto la guida di Andrea Bartolomeo – Country Manager e Vice President di SAIC Motor Italy.
E le annualità 2024 e 2025 sono state portatrici di risultati quasi a livello di record, grazie non solo alla progressione nel canale privato ma grazie al sempre maggiore favore che MG riscontra tra Flotte e Noleggi.
Un aspetto che ha certo contribuito alla progressione e diffusione sul mercato è infatti stata l’immagine di estrema concretezza e praticità di uso dei modelli di Gamma, essenziale nelle linee e nei volumi che non lasciano spazio a troppi “ghirigori” stilistici e che però in ogni modello offre buona dotazione ed un appeal sufficientemente Premium, merito anche dell’iconico simbolo posto in bella vista al centro di calandra e parte posteriore.
Ma un fattore determinante risalta anche nell’esatto ed efficace rapporto tra offerta commerciale e condizioni congiunturali del mercato.
Perché questa è una dote non così automatica in molti brand e che tuttavia MG ha saputo costruirsi: proporsi come Marchio “sostitutivo” in diverse fasce di clientela potenziale che a fronte della irriconoscibilità di Brand consolidati e fidelizzati, o della escalation inarrivabile di Segmenti e prezzi di listino.
Missione compiuta: in Italia ed Europa gli automobilisti premiano MG
Non è un limite ne’ un peccato per MG essere riuscita a intercettare quella domanda inevasa, tradita, cancellata da diversi Brand storici sul mercato offrendo in prima istanza una opzione alternativa che poi è diventata ripetuta con fasce di clienti che hanno iniziato a fidelizzare, perché hanno trovato in MG una risposta alle loro esigenze di mobilità personale e professionale.
Aver superato la prova “Fleet” è stata il colpo da maestro: dimostrare di saper rispondere alle esigenze degli operatori Partita Iva sottintende una gamma efficiente, affidabile e flessibile nell’utilizzo; significa costi di esercizio valori di remarketingsostenibili; significa anche eccellenza nel service, e su questo MG ha dimostrato una ottima organizzazione sia nella Rete di vendita ma soprattutto con il Network di post vendita e con la logistica dei Ricambi: massima garanzia, supporto territoriale al Cliente, customer care e riduzione dei tempi di evasione delle richieste di intervento.
Insomma: la missione di MG in Europa ed Italia era difficile, ma è stata compiuta egregiamente al primo colpo. Ottimo segnale per il prossimo futuro.
Riccardo Bellumori

