Quando Lotus ha annunciato un SUV elettrico da oltre 600 cavalli, in molti hanno storto il naso. Dopo una settimana al volante dell’Eletre 600 Sport SE, devo ammettere: avevano torto.
La prima volta che si vede dal vivo l’Eletre ci si accorge subito che non assomiglia a nessun altro SUV sul mercato. Il design è stato concepito attorno al principio Lotus della “porosità”: l’aria non scorre semplicemente attorno alla carrozzeria, ma la attraversa, attraverso canali aerodinamici integrati che ottimizzano la deportanza senza rinunciare all’impatto visivo.
Le dimensioni sono imponenti e non lo nascondono: con i suoi 5.103 mm di lunghezza e 2.019 mm di larghezza, supera leggermente vetture come il Kia EV9 e il Volvo EX90, avvicinandosi alle misure del mastodontico Land Rover Defender 130.
Eppure, grazie alla linea del tetto sfuggente in stile coupé e alle proporzioni muscolose, l’Eletre trasmette tensione sportiva piuttosto che mole ingombrante.
Il frontale è dominato da fari Matrix LED dalla firma luminosa tagliente, mentre al posteriore campeggia una barra luminosa a piena larghezza con frecce a scorrimento sequenziale — un dettaglio che nelle ore notturne vale da solo il prezzo del biglietto. La versione Sport SE porta in dote l’alettone posteriore attivo, che si dispiega automaticamente ad alta velocità e contribuisce alla gestione aerodinamica in curva. Quattro sensori LiDAR con meccanismo a scomparsa si integrano nella carrozzeria in modo quasi invisibile: quando non servono, spariscono; quando il sistema ADAS li attiva, emergono con eleganza quasi teatrale.
INTERNI E TECNOLOGIE
All’interno, la rottura col passato Lotus è definitiva. I materiali segnano un salto qualitativo netto: dalla LOTUSWEAR Performance Fabric all’Alcantara, fino alla Nappa leather in pelle piena, con combinazioni cromatiche che spaziano dal classico nero al rosso Jasper bicolore della nostra vettura di prova. I sedili della Sport SE appartengono al pacchetto Comfort Seat ed includono ventilazione e funzione massaggio — un lusso che in modalità Sport si trasforma: due supporti laterali aggiuntivi si attivano per abbracciare il busto del guidatore nelle curve più impegnative, un piccolo trucco ingegneristico che funziona davvero.
Motore e prova su strada
Sotto la carrozzeria batte un cuore elettrico da far girare la testa. Il sistema a doppio motore dell’Eletre 600 eroga 450 kW, pari a 603 CV, distribuiti su tutte e quattro le ruote, con uno 0-100 km/h in 4,5 secondi e una velocità massima di 258 km/h. Numeri che su carta sembrano quasi ordinari nel segmento iperSUV, ma che sulla strada diventano qualcosa di diverso.
La Sport SE è equipaggiata con sospensioni pneumatiche attive, ammortizzatori a controllo continuo e sterzo sulle quattro ruote. Su carta suona come un elenco di tecnologia fine a sé stessa. Nella realtà, ci si accorge dell’effetto ma non del meccanismo: l’Eletre cambia direzione con un’agilità sorprendente, infilandosi nelle curve senza il tipico sottosterzo e lo sfregamento dei pneumatici che affligge la maggior parte dei pesanti SUV elettrici.
Lo sterzo merita una menzione speciale. È calibrato magistralmente: preciso, diretto, quasi comunicativo. Permette di posizionare la vettura esattamente dove si vuole sulla carreggiata, regalando un’agilità ridicola per un’auto di questo peso e di queste dimensioni. C’è davvero, in fondo a tutto, un filo sottile che riporta alla tradizione di Hethel.
Cinque modalità di guida accompagnano il conducente: Range per massimizzare l’autonomia, Tour per il bilanciamento quotidiano, Sport per scatenare entrambi i motori, Off-Road e Individual per la personalizzazione totale. Tour e Sport si sono rivelate le scelte più appaganti nel corso della nostra prova, mentre Range è utile per chi vuole spremerle fino all’ultimo chilometro di carica.
Parlando di autonomia: la batteria da 109 kWh di capacità utile garantisce un’autonomia dichiarata di 329 km per la Sport SE. Nella nostra prova in condizioni reali abbiamo registrato un consumo di 44,1 kWh per 100 km, che tradotto in percorrenza reale si aggira attorno ai 247 km — ben al di sotto della promessa ufficiale, ma in linea con quanto ci si aspetta da un’auto che non invita certo alla guida parsimoniona. La ricarica rapida è uno dei punti di forza: l’architettura a 800 V consente una potenza di ricarica DC fino a 367 kW, permettendo di passare dal 10% all’80% in circa 20 minuti.
In città il confronto con le dimensioni diventa il tema principale. La vettura è davvero grande, e ci vuole tempo per imparare a giudicare dove terminano le sue estremità — un aspetto che può risultare snervante sulle strade urbane più strette, anche se la posizione di guida elevata offre una visuale dominante. Per fortuna, la batteria di telecamere e sensori riduce sensibilmente l’ansia da manovra.
Le tecnologie
La Lotus Eletre è probabilmente l’automobile più tecnologicamente avanzata mai prodotta con il marchio del Loto. E non è un’iperbole.
Il cuore dell’infotainment è il sistema operativo proprietario Lotus HyperOS, che alimenta uno schermo centrale OLED da 15,1 pollici, affiancato da un display digitale per il guidatore e da un monitor dedicato al passeggero anteriore. Il tutto si integra con un head-up display da 29 pollici e compatibilità wireless con Apple CarPlay e Android Auto. Gli aggiornamenti Over-The-Air garantiscono che l’auto migliori nel tempo, potenzialmente ampliando le funzionalità senza necessità di passare in officina.
L’impianto audio KEF Reference da 23 speaker con Dolby Surround-Sound presente sulla Sport SE è, semplicemente, tra i migliori sistemi audio installati su un’automobile di serie.
Il pacchetto ADAS è dove l’Eletre fa storia. Sono presenti in totale 34 sensori: quattro LiDAR dispiegabili, sei radar, sette videocamere HD da 8MP e 12 sensori ultrasonici, che insieme offrono una visione a 360 gradi dell’ambiente circostante. La gestione di questo flusso di dati è affidata a due chip NVIDIA Orin-X capaci di elaborare 500 TOPS — 500 trilioni di operazioni al secondo — con un’architettura ridondante per la sicurezza funzionale.
I LiDAR meritano un approfondimento. I sensori principali frontale e posteriore sono i Hesai AT128, con 128 canali laser indipendenti, una risoluzione complessiva di 1200×128 pixel e una capacità di generare oltre 1,53 milioni di punti dati al secondo, con portata fino a 200 metri. Quando non vengono utilizzati, si ritraggono elegantemente nella carrozzeria, preservando l’aerodinamica. Questo livello tecnologico, unito agli aggiornamenti OTA, rende l’Eletre pronta per la guida autonoma di Livello 4 non appena le normative lo permetteranno.
Non tutto è perfetto, però. I sistemi di avviso di velocità e il lane-keeping assist tendono a risultare invasivi e devono essere disattivati ad ogni accensione, e non sempre l’interfaccia li rende immediatamente accessibili. Un difetto di usabilità, non di tecnologia — ma che nel quotidiano si fa sentire.
PRO E CONTRO — Il verdetto
✅ PRO
∙ Prestazioni elettrizzanti: 603 CV distribuiti con chirurgia su tutte le ruote
∙ Sterzo e dinamica da vera Lotus, nonostante i 2.700 kg in ordine di marcia
∙ Tecnologia ADAS e LiDAR dispiegabili: un salto generazionale
∙ Ricarica ultra-rapida grazie all’architettura a 800 V
∙ Interni lussuosi, materiali eccellenti, audio KEF di riferimento
∙ Alettone attivo e quattro ruote sterzanti esclusivi della Sport SE
❌ CONTRO
∙ Autonomia reale inferiore alle dichiarazioni WLTP (circa 247 km con guida vivace)
∙ Dimensioni importanti: difficile da gestire in contesti urbani stretti
∙ Ride quality in città può risultare rigida, con rumorosità dal fondo stradale superiore al previsto
∙ Sistemi ADAS invadenti e difficili da disattivare rapidamente
∙ Frunk da 46 litri praticamente inutilizzabile
∙ Prezzo elevato della variante Sport SE
In sintesi: l’Eletre 600 Sport SE è un’auto che non avreste dovuto amare, ma probabilmente amerete. Lotus ha costruito qualcosa di inaspettato — un SUV elettrico con una vera anima dinamica, tecnologia da fantascienza e un carattere che, in qualche modo, ricorda ancora Hethel. Non è una Elise. Non è pensata per esserlo. Ma è, a suo modo, una Lotus.

