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Storia di ISUZU: compagna forte e inseparabile del lavoro su quattro ruote

Il suo nome evoca in primo luogo forza; ma non quella forza sfacciata, appariscente di altre storie, di altri protagonisti del mondo dell’Auto. Ma piuttosto una forza discreta che in vita sua non ha mai amato la ribalta; e si che altri Brand, con molta meno strada alle spalle, in confronto hanno tappezzato pagine di Riviste e riempito i palinsesti TV e Radio di pubblicità. 

Ed anche Autoprove.it, facciamo doverosa ammenda, ha finito per parlare e scrivere un po’ troppo poco di questo Top Brand del panorama mondiale Automotive. Finora, lo ammettiamo, è stato così.

Eppure la storia di ISUZU vede all’orizzonte il suo primo secolo di vita, ma espressamente dal lato di questo suo nome, derivato dal fiume sacro che attraversa il Santuario di Ise, un corso d’acqua usato per bagni purificatori e meditazioni mistiche : infatti nel 1934 esce il primo Camion (il TX) denominato ISUZU, e nel 1949 questo diventa anche il nome del Marchio Costruttore. 

Ma prima ancora di chiamarsi così, il complesso industriale originario aveva già dal 1922 realizzato la prima autovettura costruita in Giappone, la A9 (prodotta su licenza della inglese Wolseley); e nel 1936 erano già arrivati i primi motori diesel. E proprio il Diesel è stato il fiore all’occhiello che ha diffuso Isuzu nel mondo, in ben 120 Paesi e che ha visto nel 2009 un vero e proprio “picco” di produzione con oltre 21 milioni di motori a Gasolio prodotti. E però la vitalità e la flessibilità industriale di Isuzu ha permesso al marchio di eccellere anche con altre motorizzazioni e soprattutto con un assortimento di gamma che nella sua storia ha proposto auto, Off road, Camion, Pick Up edLCV. E ISUZU è anche un bel test di prova per esaminare il livello di preparazione storica degli appassionati

Isuzu: Marchio globale che ha costruito e costruisce di tutto

Chi è molto giovane conosce l’immortale “D-Max”, chi è nella mezza età non può non ricordare il mitico “Trooper” (fuoristrada duro e puro); chi ha davvero una ottima alfabetizzazione storica ripensa anche alla mitica Coupè “Piazza” disegnata da Giugiaro, alla “Gemini”, ed alla lunga serie di SUV, Pick Up, Van ed LCV nati tra Isuzu e Joint Ventures con diversi Marchi (in particolare quelli della galassia General Motors); chi ambisce proprio al bacio accademico ricorda anche che Trooper è stato uno dei primi SUV esteri venduto in America, che grazie alla Isuzu la Opel ha avuto il suo primo motore Common Rail (ma se non sbaglio anche la Honda con la Civic CDTI del 2002). 

Certamente, come tutti i grandi Costruttori di motori Diesel, anche Isuzu ha fatto un balzo in avanti con la crisi energetica dei primi anni Settanta, per poi espandersi negli anni Ottanta e specializzarsi in LCV, Van e Pick Up, Suv, Bus & Trucks per mantenere una gamma di autovetture fortemente condivise con modelli del Marchio GM, per puntare in maggior modo al rafforzamento sul mercato americano; motivo per il quale in questo decennio scompare in Europa una gamma di offerta di autovetture. 

Nel Vecchio Continente, invece, dopo la famiglia dei “Trooper” è iniziata la celebre dinastia commerciale dei PickUp ed in particolare la famiglia “D-Max”. Attualmente ISUZU è un Marchio internazionale noto ed apprezzato nella realizzazione di architetture motoristiche e di mezzi e veicoli contrassegnati da elevata qualità, ricercatezza tecnologica, rispetto dei più alti standard di sicurezza, rendimento energetico ed affidabilità. 

Know How tecnologico, rispetto per l’ambiente, innovazione amica di chi lavora con l’auto

La sua storia è il simbolo di un percorso evolutivo che gli consente oggi di dichiararsi ancora una volta leader globale nelle architetture endotermiche: Isuzu investe da sempre nella ricerca e nello sviluppo di motori sempre più rispettosi dell’ambiente e concepiti per un uso efficace dei combustibili fossili nel segno della tutela del nostro patrimonio naturale.

Questo impegno si concretizza sin dalla fase di progettazione di un nuovo veicolo dove il riciclo dei materiali da utilizzare è un punto di partenza essenziale della politica aziendale, che cerca di ridurre al massimo l’utilizzo di materiali dannosi per l’ambiente.

Oggi Isuzu vanta la tecnologia di motori diesel più sviluppata al mondo, un valore aggiunto che la qualifica rispetto ai principali Competitor

D-Max: il rappresentante più iconico del mondo ISUZU

L’offerta determinante per l’Europa in tema di mezzi per privati e piccole Flotte è il celebre ed indistruttibile Pick Up “D-Max” che inizia la sua storia come successore del “Faster” nel 2002.

Tanti gli aggiornamenti, gli Upgrade periodici o tecnologici; nel 2011 arriva la piattaforma i-Grip, arrivano le varianti (oltre al single cab biposto) di Space Cab 2+2 ed un Crew Cab a cinque posti veri, mentre la trazione integrale è di molto precedente.

Fanno capolino ABS, ESP, Air bags multipli ma anche il lusso un poco “trendy” della selleria in pelle, navigatore con schermo Touch, e la famiglia TD piano piano si completa con l’arrivo di un 1.9 a fianco del 2,5 litri classico. 

Del 2020 è la nuova generazione, la terza, denominata N60 (per celebrare i sessanta anni dall’Elfin, primo PickUp di casa Isuzu) con piattaforma Dynamic Drive che annovera motore arretrato per un migliore bilanciamento dei pesi in considerazione anche dell’aumento importante di passo. Il 1.9 Turbodiesel nel frattempo supera ormai i 160 cavalli (davvero notevoli per un PickUp) mentre si fanno strada diversi importanti supporti ADAS. Ma siete o no curiosi di conoscerlo meglio, il mitico “D-Max”, per poter elencare insieme le prerogative e le dotazioni nel Model Year più recente? Beh, anche noi: ed è per questo che ne abbiamo appena scritto, dopo aver avuto la conferma che presto, ad inizio estate, questo mitico PickUp potrà avere anche la sua firma nell’Albo dei Test Drive di Autoprove.it grazie alla disponibilità ed attenzione di ISUZU Italia – MIDI Europe Srl.

Abbiate pazienza, ancora qualche settimana.

Riccardo Bellumori

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