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Polo Automotive del Lazio: il Centro Italia rinasce con Logistica e Ricambi?

L’ultimo, auspicato, tassello è andato in porto. Il Basso Lazio, come area racchiusa fino a ieri tra “ZES” (Zone Economiche Speciali) tra Campania, Basilicata, Molise, Abruzzi, Umbria, Marche; dentro un Centro Italia particolarmente gravato dalla progressiva perdita di vocazione industriale di Roma, dalla stagnazione di Viterbo e Rieti, l’ultimo colpo è derivato dalla crisi economica della Germania, storicamente un Cliente d’oro per la meccanica ciociara. Unica voce in controtendenza proprio la logistica: lo scalo aeroportuale di Fiumicino in aumento di operatività, i Porti di Civitavecchia e Livorno ormai solidi “Hub” di movimentazione automotive e la crescita commerciale di Gaeta, dove tra l’altro spicca la movimentazione di rottami ferrosi. 

Ebbene, l’area del frusinate e del “Basso Lazio” (dove dalla fine del 2024 è cessato il requisito di Zona Economica Speciale) è improvvisamente salita alla ribalta delle cronache per l’iniziativa di Massimo Di Risio e conseguentemente di DR Automobileslegata in prima battuta all’acquisto di Ramo di Azienda comprensivo di stabilimento originariamente adibito alla produzione di coperture in ceramica per edilizia. 

In questo contesto noi di Autoprove.it, per non sapersi accontentare delle notizie semplificate e generiche su questa acquisizione abbiamo voluto capire, con tutti gli approfondimenti del caso, come mai Di Risio avesse finalizzato – con l’acquisto del Ramo di Azienda di una Impresa in stato di crisi – proprio nella zona di Anagni un progetto, o un primo passo, di “nuovo Polo Automotive” come è stato definito in tutti i titoli riservati alla vicenda. Per inciso, potete leggere i primi due pezzi di una cronistoria a puntate cliccando QUI poi cliccando QUI.

In effetti dal lato della vocazione “Automotive” la provincia di Frosinone presenta una lenta rarefazione man mano che si lascia alle spalle il vero e proprio distretto di Cassino/Piedimonte San Germano, passando per Frosinone e finendo in una zona che tra Morolo, Ferentino, Alatri, Anagni presenta una compagine meno capillare di produttori di Componentistica e di semilavorati per Automotive. 

Anagni, una rinascita industriale, logistica, sociale

Mentre la zona di Anagni eccelle nella lavorazione, recupero e rigenerazione della gomma e degli pneumatici; nella produzione solare e fotovoltaica e nell’accumulo di energia; nella produzione chimica e farmaceutica; nella produzione energetica inoltre si pone al top nazionale su Biogas, Biometano, Bioetanolo, Componenti oleosi per “Diesel HVO” e sull’Idrogeno “Green” è probabilmente la zona più importante di tutto il Centro Italia con il progetto “Helios”. 

Sull’accumulo di energia il progetto più eclatante è quello di Fincantieri con “Power4Future” destinato a progettare e produrre moduli, pacchi e sistemi agli ioni di litio (ESS) interamente realizzati in Italia, insieme a dispositivi di controllo (BMS-BatteryManagement System) oltre ai sistemi elettronici di potenza.

Tra i diversi progetti dell’area c’è anche quello di diventare “CER – Comunità Energetica Rinnovabile”, dentro un perimetro nel quale progetti del genere stanno prendendo piano piano forma.

Dunque la vocazione “circolare” di Anagni si sta focalizzando sulla rigenerazione e sull’energia “Green” dentro cui il territorio fornisce anche know-how su alimentazioni alternative che sono finalmente entrate nel programma di decarbonizzazione dei trasporti nella UE. Inoltre questa zona del basso Lazio eccelle anche nella raffinazione e distillazione dei lubrificanti per autotrazione. 

 

Fin qui la declinazione delle attività industriali di “vocazione” e suscettibili di evoluzione anche in base all’entità dell’impresa avviata da Di Risio. Ma quello che ha reso il Frusinate ed il Basso Lazio una vera e propria isola privilegiata della movimentazione e trasformazione di materia prima, componenti da recuperare e di semilavorati, oltre che una zona logistica strategica e vantaggiosa. In meno di quattro mesi dall’Autunno scorso Frosinone ed il Basso Lazio sono diventate: 

-A) Zona Logistica Semplificata (ZLS) operativa da fine 2025 offre vantaggi competitivi come credito d’imposta, burocrazia ridotta (procedura autorizzatoria unica) e sgravi fiscali per imprese (logistica, trasporti, manifattura) in 49 comuni. L’obiettivo è attrarre investimenti, collegare i nodi produttivi ai porti (Civitavecchia, Gaeta) e rilanciare l’economia locale;

-B) Zona Franca Doganale entrata in vigore il primo Gennaioed immediatamente operativa, nasce per favorire l’export delle imprese del Basso Lazio: è prevista infatti l’esenzione dai dazi per le merci destinate alla riesportazione al di fuori dell’Ue, e il differimento del pagamento di dazi e Iva fino all’immissione in libera pratica del mercato Ue.

Se aggiungiamo a questo due ulteriori indicazioni fondamentali, cioè che Gaeta ha una forte operatività nella movimentazione e logistica di rottami ferrosi da e verso il Porto commerciale; ed il fatto che questa zona del Centro Italia è perfettamente collegato alla Autostrada “A1”, alla rete ferroviaria anche TAV; tutto questo solleva la nostra curiosità e la nostra fantasia sulla possibilità che il famoso “Polo Automotive” di questa zona possa diventare una sorta di “Incubatore” per un settore di eccellenza – fino a ieri – della capacità artigianale italiana: la dmensione della rettifica e della rigenerazione Ricambi. Una peculiarità tipica della nostra eccellenza che, ahimè, per diversi anni si è annebbiata a favore di una dinamica di mercato che ha privilegiato più il ciclo programmato di sostituzione anticipata di auto nuove anziche’ la cultura del recupero della rigenerazione. Da adesso in poi il centro dell’interesse socioeconomico cambia: Oggi, nell’UE, al centro del dibattito c’è l’economia circolare e il suo impatto sull’autoriparazione e tutto l’aftermarket. 

Il principio “cardine” è che i veicoli dovrebbero essere sostenibili dal punto di vista ambientale per tutto il loro ciclo di vita. 

E dunque si tratta non solo di formare una nuova coscienza consumeristica ma di riposizionare centri nel territorio idonei a presentare ed offrire in modo agevole e fruibile il servizio di rettifica e di rigenerazione.

Già nel 2023, la Commissione Europea aveva presentato la proposta di regolamento sui veicoli fuori uso (ELV), tendente a migliorare la progettazione dei veicoli e i processi di gestione del loro fine vita onde favorire la riutilizzabilità, la riciclabilità e il recupero delle singole componenti, riducendo al minimo la produzione di rifiuti.

Quello del ricambio usato e rigenerato non è un tema marginale, ma riguarda consumatori, imprese e legislatori. La sfida in proposito è riconoscerne la dignità giuridica e definire tali ricambi come equivalenti (con espressa previsione nella prossima MVBER). 

 

Ciò significherebbe superare i loro attuali limiti di utilizzo (in genere limitati ad auto vecchie e fuori garanzia). 

E dunque, l’iniziativa specifica di Di Risio, dedicata presumibilmente al suo “core” specifico (Gruppo DR), potrebbe essere propedeutica e positiva anche per una programmazione di più ampio respiro: sfruttare la centralità logistica del territorio del Basso Lazio, il vantaggio economico delle nuove leggi territoriali, ma anche le possibilità e gli insediamenti logistici, artigianali e industriali legati all’Automotive per favorire – perché no? – un vero Distretto del “Second Life” della componentistica auto nel Centro Italia. 

Speriamo di aver colto nel segno e di poter avviare un dibattito.

Riccardo Bellumori

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