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Auto elettrica aumentano le infrastrutture ma manca il coraggio

Se per molti analisti la lenta diffusione delle vetture elettriche è causata dalla scarsa diffusione dei punti di ricarica il rapporto di Transport&Environment evidenzia il contrario. Nell’Europa occidentale e del nord le infrastrutture pubbliche ci sono ma solo il 5% degli automobilisti le utilizza. La stragrande maggioranza continua a ricaricare l’auto a casa o sul posto di lavoro. La vera problematica è il divario tra il nord e sud-est Europa nel passaggio dalle tradizionali auto a combustione alle auto elettriche. Eppure case automobilistiche e Governi nazionali si sono da tempo alleati promuovendo, anche a livello locale, progetti e modelli di incentivo all’acquisto.

Il rapporto della rete di associazioni Transport&Environment evidenzia come nel nord Europa il mercato delle elettriche sia maturo, mentre il resto del continente rimanga ancora timido. In una settimana politica rovente nella quale la Commissione ambiente del Parlamento europeo sembra pronta a varare un inaspriemento dei limiti alle CO2 il rapporto appare come un campanello di allarme. Gli analisti stiamano che le vendite di auto elettriche arriveranno a rappresentare una quota tra il 5 ed il 7% del totale entro il 2021. Allo stato attuale è nei Paesi dell’Europa settentrionale e occidentale che si concentra il 90% delle auto elettriche immatricolate. Questo significa che in Europa tre auto elettriche su quattro sono acquistate nello stesso contesto geografico. Non si tratta di un caso perché si contano due stazioni di ricarica ogni 60km nelle arterie principali e si registrano corposi incentivi pubblici all’acquisto. Eppure, prosegue il rapporto, in 10 paesi dell’Unione tra cui Ungheria, Grecia, Romania. Bulgaria si registra anche una cronica mancanza di infrastrutture. E’ presente meno di unaz stazione di ricarica ogni 60km.

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